Una delle sfide principali per il calcio è il crescente divario tra i migliori club e quelli più piccoli, sia dal punto di vista sportivo che finanziario. “Le competizioni stanno diventando sempre più squilibrate e, se non riusciamo ad affrontare questo argomento, potrebbero ridurre il gradimento generale del prodotto, a partire dall’appeal televisivo”.

A dirlo, in una intervista da SportsProMedia, un magazine inglese specializzato in tematiche economiche del calcio, è Ornella Desirée Bellia, capo degli affari legali presso le leghe europee di calcio professionistico (EPFL).
Nel suo curriculum oltre ad esperienze di tipo sportivo legale in Sud America, anche un anno e 7 mesi (dal gennaio 2011 al giugno 2012) passati al Catania.
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Il tema mette sullo stesso piano FIFA, UEFA e EPFL, laddove negli ultimi mesi non era stato molto facile trovare invece la quadratura del cerchio proprio tra le ultime due istituzioni (Uefa e Epfl) che hanno rivisto il loro accordo quadro in seguito alla riforma della Champions League con l’ammissione di più squadre dei 5 maggiori campionati (a partire dalle 4, anzichè 3, concesse all’Italia).
“Negli ultimi mesi – spiega Bellia – sono stata principalmente coinvolta nei negoziati con la UEFA per un nuovo accordo che regola il rapporto tra le due organizzazioni, concentrandomi su una serie di argomenti strategici. Un processo lungo e duro, ma siamo abbastanza soddisfatti del risultato. Tra l’altro, l’EPFL riceverà l’adesione completa al Comitato Esecutivo UEFA e ad altri altri comitati chiave per lo sviluppo del calcio professionistico. Un ottimo risultato per entrambe le parti in termini di attuazione dei principi di buona governance, soprattutto dopo i turbamenti che hanno sconvolto la comunità calcistica negli ultimi anni”.
Tornando alla competitività è allo studio un piano complessivo: “È importante – questa l’idea della EPFL – attuare misure sia a livello nazionale che europeo, per creare maggiore equilibrio. Oggi la realtà è che i migliori club si sono trasformati in giganti globalizzati contro i quali è impossibile vincere. Ora, le leghe (a livello nazionale) e UEFA (a livello europeo) hanno la responsabilità comune di attuare misure per salvaguardare l’interesse di tutti i partecipanti: tutti i club, i giocatori, i sostenitori”.
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In particolare, Bellia pone l’accento su come la competitività va ad influenzare il mercato a partire da quello televisivo. “Le Leghe si basano sulla proprietà intellettuale e in particolare sulla legge sui diritti di copyright per vendere i diritti e creare reddito che può essere reinvestito nel gioco. Essere in grado di sfruttare commercialmente i loro eventi su base territoriale e proteggerli da ogni infrazione nei rispettivi territori è fondamentale per la sostenibilità a lungo termine dei nostri campionati e per il gioco che tutti noi amiamo”.
L’EPFL è stato istituito nel 2005 per essere la voce leader delle leghe ed è composto da 32 campionati membri, tra cui il “top-5”, cioè la Premier League inglese, la LaLiga spagnola, la Bundesliga tedesca, la Serie A italiana e la Ligue1 francese.
In ottobre alla Assemblea Generale che si svolgerà a Tel Aviv verrà presentato anche il nuovo statuto dell’organizzazione.