E’ toccato a Evelina Christillin riportare economicità nella gestione del Museo Fifa. La consigliera dell’organo di governo mondiale del calcio, prima donna nel ruolo da sempre, lo ha spiegato ieri in una giornata sul tema “Valorizzare l’indipendenza dell’individuo” promossa nel giorno dell’Independence Day americano alla Scuola di Management ed Economia di Torino

“Vista la mia esperienza con il Museo Egizio, mi hanno assegnato la gestione del Museo della Fifa, l’ultima megalomania di Blatter”. Con risultati degni di nota: “Abbiamo ridotto l’impatto economico da 42 a 13 milioni di euro”.

Christillin è stata invitata per spiegare come l’indipendenza le ha permesso di abbattere i pregiudizi che avevano precluso le stanze della Fifa a qualsiasi donna, almeno prima del suo arrivo. “Ho pensato che toccava a me dimostrare di essere lì per meriti miei e non per un ‘calcio nel sedere’ – ha scherzato -. Ho iniziato entrando nella commissione calcio femminile”. Poi il lavoro sul museo: “E da quel giorno nessuno ha più avuto dubbi”.

La giornata ha avuto ospiti di rilievo. Da Evelina Christillin ad Alessandro Del Piero, arrivando fino a Dario Tosetti, CEO della Tosetti Value, e Gabriele Piovano, Vicepresidente della Consulta per le Persone con Disabilità di Torino, condizione che spesso vede nell’indipendenza, almeno nella quotidianità, come una chimera.

“Indipendenza? Basta non prendersi troppo sul serio”, ha spiegato Alessandro Del Piero, che ha stregato la platea con un aneddoto sulla finale del Mondiale 2006: “Era il momento di calciare i rigori – ha detto l’ex fuoriclasse bianconero -, e nella ‘passeggiata’ che porta dal centrocampo all’area di rigore ho cercato di sdrammatizzare”. Scherzando sulle aspettative del pubblico: “Mi sono detto che c’erano solo 2,5 miliardi di persone che mi guardavano e che tanto – ha aggiunto ridendo -, in Italia, un mio errore sarebbe stato accettato”.

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