La Confederations Cup come noto rappresenta la prova generale per il mondiale. In Russia in particolare erano sotto osservazione le questioni legate alla sicurezza, il controllo dei tifosi oltre che la funzionalità degli impianti.

Dal 1997 questo è il valore esatto della Confederations Cup (prima biennale): un torneo di valutazione pre-mondiale. Inutile dire che qualche preoccupazione la desta già la prossima edizione del mondiale, quello del 2022. Si giocherà in inverno in Qatar: bisognerà spostare anche la Confederations del 2021?

L’edizione di quest’anno ha avuto alcuni numeri interessanti:

– 38 mila spettatori in media per ogni partita
– 27 mila stranieri ammessi sul territorio russo senza visto: a loro è stato anche garantito l’utilizzo gratuito dei mezzi pubblici
– 6 mila volontari provenienti da 78 paesi hanno prestato la loro opera per il corretto svolgimento della manifestazione

Quest’anno è emersa naturale soddisfazione da parte degli organizzatori che guardano a quel che potrà accadere tra un anno. Vitaly Mutko, vice primo ministro e capo del Comitato organizzatore, ha naturalmente enfatizzato ogni aspetto positivo.

In particolare si è soffermato sulle procedure di ordine pubblico che si sono dimostrate accurate e “non invasive”. In particolare non ci sono stati allarmi per quanto riguarda sia il razzismo che il rischio hooligans.

Se la sua reazione e le sue parole suonano scontate, anche alla luce della sua navigata esperienza politica, non si può dire che le cronache non confermino quel che Mutko ha affermato, ovvero che l’atmosfera da San Pietroburgo a Mosca passando per Sochi e Kazan, è stata assolutamente pacifica e festosa.

Dal punto di vista tecnico-di campo la manifestazione ha visto l’impiego della VAR, un esperimento epocale che la FIFA renderà finalmente effettiva dalla prossima edizione del mondiale. Gianni Infantino ha parlato di un successo, pur ammettendo “come tutti gli esperimenti da perfezionare”.

Ed a tal proposito gli è andata bene perchè l’errore commesso in semifinale (un rigore non concesso al Cile) che appare clamoroso alla luce dell’adozione della VAR stessa, è stato poi corretto dal fatto che lo stesso Cile si è qualificato per la finale.

Tra un anno sarà mondiale e la Russia, almeno stando al warm up di questi giorni, appare pronta.