maglie Serie A 2017-2018
(foto Insidefoto.com)

«Non abbiamo mai cercato accordi con Mediaset sui diritti, consideravamo le richieste della vecchia asta troppo onerose rispetto all’offerta e mi sembra che il mercato abbia confermato il giudizio. Aspettiamo la nuova formulazione della gara ma nei prossimi giorni annunceremo importanti accordi su altri sport». Così l’amministratore delegato di Telecom, Flavio Cattaneo, ha fatto il punto, in un’intervista a Repubblica, sulla posizione della società di tlc in relazione all’asta sui diritti tv della Serie A.

Asta che, come è noto, è stata posticipata all’autunno, a seguito di una prima tornata di offerte non ritenute congrue da parte dell’assemblea dei presidenti di Serie A e del loro advisor Infront e della necessità di consentire al sistema televisivo italiano di consolidarsi e avere così un polo capace di affiancarsi a Sky. Questa è stata l’indicazione arrivata da parte di Carlo Tavecchio, nel ruolo di commissario straordinario della Serie A, e del numero uno di Infront Italy, Luigi De Siervo, al termine dell’assemblea di Lega di sabato 10.

L’attenzione è puntata in particolare sulle mosse di Vivendi, primo azionista di TIM, e forte di una partecipazione rilevante in Mediaset, che ora dovrebbe in parte essere congelata attraverso il conferimento in un trust per ottemperare alle richieste dell’Agcom. Se l’authority dovesse dare l’ok alla proposta di Vivendi, i francesi potrebbero tentare di riallacciare le discussioni con Mediaset per ragionare su una possibile offerta congiunta sui diritti tv della Serie A.

Per ora nessuno dei protagonisti si è scoperto su questa eventualità. Anche lo stesso Cattaneo, sempre nell’intervista a Repubblica ha preferito volare alto. Ad ore Vivendi comunicherà la sua proposta per risolvere la doppia partecipazione in Tim e in Mediaset. Si aspetta riflessi per la sua società? E’ stato chiesto all’ad di Telecom. «Mi pare che Vivendi abbia dichiarato che intende mantenere il suo investimento in Tim. In ogni caso noi tuteliamo tutti gli azionisti, la cui base è ancora italiana», la risposta del manager.

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