Fassone risposta intervista Sala Milan, rinnovata partnership con Snaitech
L'amministratore delegato del Milan, Marco Fassone (Insidefoto.com)

Sarebbe un po’ meno aggressivo in termini di target finanziari il business plan presentato dalla dirigenza del nuovo Milan cinese alla Uefa nell’ambito della proposta di voluntary agreement sul fair play finanziario che verrà discussa con Nyon il prossimo autunno.

Secondo quanto riportato dalla Gazzetta dello Sport quel piano da 524 milioni di entrate teorizzate per il 2021-20­22, non sarebbe stato presentato all’Uefa. Si tratterebbe invece di un progetto a uso interno, studiato dall’amministratore delegato Marco Fassone per Li Yonghong. Il piano presentato a Nyon, scrive ancora la Gazzetta, sebbene sia più conservativo, è comunque ambizioso.

La linea economica dei rossoneri, sottolinea invece Repubblica, è chiara: sfruttare il cosiddetto “anno franco”, anche grazie al rinvio a ottobre del voluntary agreement con l’Uefa, rafforzando al massimo la rosa, anche a costo di aumentare del 20% il monte stipendi.

Fassone avrebbe messo in preventivo che nell’ambito del voluntary agreement la Uefa possa chiedere al Milan una restrizione della rosa per le coppe europee nella stagione 2018-2019, ma il piano di investimenti (400 milioni fino al 2022 scrive Repubblica) è stato ribadito a Nyon, così come la copertura finanziaria. L’approdo dichiarato è l’espansione in Cina, con scuole calcio e catene di negozi di cui esiste la planimetria (da decidere la città di Casa Milan China).

Il debito con il fondo Elliott (300 milioni, da restituire entro ottobre 2018), che in questo momento è in parte verso la capogruppo Rossoneri Sport Investment Luxembourg e in parte verso il Milan (a seguito dell’emissione dei due bond sottoscritti dal fondo Usa) viene valutato “non allarmante”: tra le ipotesi, in caso di mancata copertura da parte di Yonghong Li, c’è l’intervento di una banca internazionale.

Secondo quanto riferito dalla Gazzetta dello Sport il rifinanziamento potrebbe avere come controparte Goldman Sachs, che già in passato ha fatto operazioni analoghe con Inter e Roma.

Tra oggi e domani col faccia a faccia a Casa Milan tra Fassone e Mino Raiola si dovrebbe decidere il caso del rinnovo di Gigio Donnarumma. Il Milan non vuole perdere a zero nel giugno 2018 il gioiello in scadenza di contratto, Raiola non vuole svalutare l’oggetto del desiderio del Real Madrid: non è improbabile il rinnovo a 4,7 milioni l’anno con clausola. La discussione, tuttavia, è spinosa: verterà sulla cifra che nel 2018 l’eventuale acquirente dovrebbe versare al Milan. Si parte dai 100 milioni di Belotti, ma si può scendere.