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Gianluigi Donnarumma (Foto Insidefoto.com)

La rottura tra il Milan e Gianluigi Donnarumma è definitiva: il giovane portiere non rinnoverà il contratto in scadenza nel 2018. Ad annunciarlo è stato Marco Fassone, amministratore delegato rossonero.

“Abbiamo finito da pochi minuti l’incontro con il procuratore di Gigio Donnarumma che ci ha comunicato la volontà del giocatore di non rinnovare il contratto con il Milan”. Le parole dell’ad del Milan al termine dell’incontro con Mino Raiola.

“È una decisione definitiva presa dal giocatore. Ricordo che una decina di giorni fa il ds Mirabelli aveva sottoposto una proposta di rinnovo contrattuale, che noi riteniamo molto importante al giocatore, anche più importante di quello che è comparso sui vari media, e il giocatore l’ha valutata”, ha proseguito Fassone da Casa Milan. “Ha fatto ovviamente valutazioni non solo economiche ma anche tecniche e personali, ritenendo di non accettarla e comunicarci che non intenderà rinnovare il contratto, concludendo il suo rapporto contrattuale con il Milan al 30 giugno 2018. Noi confidavamo molto che fosse il portiere del nuovo Milan e il pilastro su cui costruire la squadra, ma siamo confidenti comunque di fare il meglio al di là di questa decisione che ci amareggia. Il Milan va avanti”, ha concluso l’ad rossonero.

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L’amministratore delegato del Milan, Marco Fassone (Insidefoto.com)

Alla luce della rottura, quale sarebbe l’impatto della cessione? Secondo i dati di Playratings, Donnarumma ha una valutazione di mercato di 29,07 milioni, che potrebbe lievitare fino a 44,06 milioni (inferiore dunque alla potenziale clausola da 50 milioni) nel caso in cui a bussare alla porta del Milan fosse un club quale il Real Madrid, indicato nelle cronache di queste ore come potenzialmente interessato al giovane portiere.

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Considerato che il valore del cartellino di Donnarumma nei libri del Milan dovrebbe aggirarsi attorno a 361 mila euro (si tratta del valore della commissione del primo contratto al netto degli ammortamenti già spesati a bilancio), una cessione a 29,07 milioni, oltre a portare risorse fresche nelle casse del Milan, genererebbe una plusvalenza contabile di 28,7 milioni.

Se la cessione avvenisse invece a 44,06 milioni (dato considerato fair da Playratings in caso di offerta da parte di un club come il Real Madrid) la plusvalenza sarebbe addirittura di 43,69 milioni.

Si tratterebbe della seconda plusvalenza più alta di sempre per il Milan, dopo quella da 63,69 milioni registrata per la cessione di Kakà al Real Madrid nel 2009, e davanti a quelle relative alle cessioni di Shevchenko al Chelsea nel 2006 (42,02 milioni) e di Thiago Silva al PSG nel 2012 (35,30 milioni).

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Ricardo Kakà con la maglia del Brasile

Trascurabile invece il risparmio sul costo dell’ingaggio, visto che attualmente l’ingaggio lordo di Donnarumma è di circa 350 mila euro.