closing Palermo termini iscrizione serieB Palermo-Fiorentina
Palermo-Fiorentina
Tante perplessità continuano ad aleggiare sul closing Palermo che dopo le prime settimane in cui tutto sembrava filare liscio sta vedendo un silenzio disarmante calare sulla vicenda.
Entro il 30 giugno il Palermo dovrà formalizzare l’iscrizione al campionato di B, un atto formale che passa attraverso una serie di passaggi inderogabili che riguardano la normale amministrazione di un club di calcio.
Il termine, noto, viene ricordato oggi da La Repubblica nell’edizione palermitana. Nei giorni scorsi Baccaglini ha comunicato attraverso il sito del Palermo: «Gli accordi di riservatezza impongono a tutti un silenzio che però va letto in termini positivi: squadre di professionisti continuano a lavorare nell’intento comune di giungere all’obiettivo il prima possibile. Nel fare questo ci stiamo prodigando per riorganizzare e garantire non solo l’operatività della società durante il periodo di transizione, ma stiamo anche edificando le basi sulle quali costruire una squadra competitiva in grado di raggiungere il risultato chiaro della prossima stagione: la promozione in serie A».
Ma i tempi si allungano, e gli scettici aumentano.
Il 6 marzo, giorno della nomina di Baccaglini a presidente, erano state indicate due scadenze precise: il 19 aprile per l’annuncio del nome della società che avrebbe completato il passaggio di proprietà entro il 30 aprile. La prima è stata rispettata, ma della Y W & F Global Limited ancora non c’è traccia né sul registro imprese britannico, né su quello italiano.
La seconda scadenza ieri ha raggiunto il mese di ritardo rispetto a quanto previsto. È stato spiegato che tutto è dipeso dai tempi tecnici di accertamenti finanziari che advisor, venditore e compratore pensavano potessero essere più veloci di quanto non stia accadendo.
E si è parlato anche di divergenze sul valore finanziario da attribuire ai singoli asset dell’intera operazione, facendo presente che gli accordi prevedono la cessione della squadra di calcio da Zamparini a Baccaglini e l’ingresso come socio finanziatore dell’italoamericano nelle altre aziende del friulano. La banca londinese che ha fatto da advisor per l’operazione avrebbe dato il via libera all’operazione dando rassicurazioni al venditore sull’importo totale che mette sul piatto Baccaglini. Il nodo è definire quanto investire per ogni singolo asset. Una attribuzione del valore economico che sarebbe stata messa in crisi dalla retrocessione.
E a questo proposito sorge un’altra delle perplessità: Baccaglini ha sempre parlato di un piano A in caso di salvezza e un piano B in caso di retrocessione. Il giorno della sua nomina a presidente il Palermo era terzultimo a sette punti dalla salvezza e le parti stavano già trattando in un contesto in cui la proprietà non era intervenuta a gennaio sul mercato e la serie B era più di un’ipotesi concreta.
Un’altra perplessità è legata proprio all’advisor che si è occupato della trattativa e che avrebbe già mandato la lettera con le rassicurazioni al venditore sulla solidità dell’investitore: si sa solo che si tratta di un istituto di credito londinese e che Londra è stata ed è tutt’ora la capitale della contrattazione. Anche in questo caso non sono mancate le spiegazioni: clausole di riservatezza che oltre ad imporre il silenzio, vietano alle parti di sottoscrivere contratti fino al raggiungimento del closing. Ma questo è l’aspetto che preoccupa di più: da una parte il responsabile del settore giovanile Dario Baccin non perde occasione per ribadire il suo allarme sul ritardo in termini di programmazione. Dall’altra c’è un grande equivoco su chi deve ingaggiare l’allenatore per la prossima stagione con Zamparini che avrebbe contattato Reja e Baccaglini che vorrebbe uno fra Corini e Iachini. Ma tutto è fermo.

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