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(Insidefoto.com)

Un curioso episodio viene segnalato oggi da Libero a proposito della Moviola in campo, ovvero la già mitica Var (video assistance referee) che dalla prossima stagione diventerà ufficiale anche nel campionato italiano.

Si gioca Italia – Uruguay, Mondiale Under 20 in Corea.

L’attaccante Ardaiz viene contrastato alle spalle in area da Scalera. Il suo tiro viene respinto: nessuno protesta, lui si rialza. Ma, 40 secondi dopo, gli arbitri al video richiamano il direttore di gara, il guatemalteco Lopez, che concede il rigore (parato da Zaccagno: alla fine Italia ko 1-0).

La realtà evidenziata da Libero nella fattispecie è che tutti potrebbero aver ragione: a meno di non mettere i sensori su giocatori e maglie (fantascienza), nessuno osservando un monitor sarà mai in grado di determinare la decisività di un intervento o di un contatto.

Il Var dovrebbe limitarsi a situazioni misurabili: fuorigioco, palla dentro o fuori, contatto in area o fuori, un tocco di mano, dove insomma c’è almeno un parametro fisso. Il resto sarà solo un doppio errore: di chi consiglia e dell’arbitro, che “ci casca”.

Come noto la nostra Serie è pronta ad adottare la moviola in campo, (ecco come funziona nella spiegazione di CF – Calcioefinanza.it)

A grandi linee è qui possibile speicificare che non tutti gli episodi saranno rivedibili alla moviola. Si parla, infatti, di game-changing situations, situazioni che possono cambiare una partita, individuate in quattro settori: l’assegnazione di un gol, di un rigore, di un cartellino rosso e in caso di scambi di persona. Sul gol, ad esempio, si potrà verificare se è stata commessa un’infrazione tale da non assegnare la rete: in teoria, quindi, è incluso anche il fuorigioco.