Giovanni Malagò
Giovanni Malagò

Sarà ancora Giovanni Malagò l’uomo simbolo dello sport italiano: il manager romano è stato confermato in mattinata presidente del Coni per il quadriennio 2017/2020, senza sorprese. Nel Consiglio nazionale elettivo riunito nel Salone d’Onore al Foro Italico, il numero uno uscente ha ottenuto 67 voti, pari all’89,3 per cento del totale delle schede valide, mentre lo sfidante Sergio Grifoni ha ricevuto due preferenze, pari al 2,6 per cento. Cinque schede bianche e una nulla sulle 75 valide. “Congratulazioni a Giovanni Malagò per la sua riconferma alla presidenza del Coni. Continueremo a lavorare insieme per il bene dello sport italiano”, ha scritto su Twitter il ministro dello Sport, Luca Lotti, complimentandosi con il numero 1 del Coni dopo la conferma alla presidenza per il prossimo quadriennio.

In un discorso di un quarto d’ora, Malagò aveva lanciato la sua sfida per il prossimo quadriennio alla guida del Comitato olimpico nazionale. Secondo per estrazione a parlare dopo lo sfidante Grifoni, Malagò si è rivolto all’assemblea riunita nel Salone d’Onore di Palazzo H a Roma ripercorrendo le tappe della sua presidenza.

“Ci abbiamo messo la faccia in questi 4 anni”, ha spiegato il numero uno uscente del Coni, che ha portato con sé il Bilancio di mandato del quadriennio 2013-2017. “La radiografia, la risonanza magnetica certificata da Kpmg su quello che ha fatto il Coni in questi anni. È il biglietto da visita più importante, i 4/5 del mio programma hanno ottenuto una conclusione positiva, non è stato possibile realizzare il resto e non è certo dipeso dalla volontà del presidente e della Giunta”, ha sottolineato riferendosi alla sfumata candidatura olimpica di Roma 2024.

In quattro anni, ha poi ricordato, “ho conosciuto sei tra presidenti del Consiglio, sottosegretari con delega allo Sport e ministri, ciascuno con il suo staff. Siamo stati molto rispettati, ho sbattuto molto i pugni quando ho pensato che ci fossero stati dei soprusi nei confronti del nostro mondo, vi ho difeso anche se a volte non condividevo le vostre idee”, ha spiegato parlando all’Assemblea.

Per il futuro “serve che ognuno di voi esca dalla protezione del proprio recinto, altrimenti non ce la facciamo e vanifichiamo l’impegno di questi anni. Vi chiedo di volare alto, di mettere da parte i singoli protagonismi, di evitare qualsiasi forma di conflitto di interesse, elemento che più di tutti può destabilizzare l’ambiente. Serve coraggio: non abbiate paura, ci divertiremo insieme e tireremo fuori risorse aggiuntive”.