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Massimo Cellino (Insidefoto.com)

L’Inghilterra celebra in queste settimane la chiusura dei campionati della English Football League (l’EFL). Oggi l’ultima giornata, poi il ghiotto finale con i playoff, anche se nel mondo degli affari calcistici a tenere banco sono soprattutto i moltissimi rumors relativi alle proprietà delle squadre di calcio che mai come in questo momento sono particolarmente in movimento.

Ai playoff non parteciperà il Leeds United di Massimo Cellino in procinto di essere ceduto del tutto a Andrea Radrizzani (e interessato a rientrare nel calcio italiano).

Nelle ultime settimane hanno tenuto banco anche diverse proteste dei tifosi. Ultima in ordine di tempo quella di supporter del Leyton Orient dell’italiano Francesco Becchetti (retrocesso dalla League Two alla National league, ovvero il quinto livello del calcio, primo non professionistico) che la scorsa settimana hanno invaso il campo di gioco e poi abbandonato lo stadio per manifestare il loro dissenso contro il depauperamento del club.

Per il club la soluzione più facilmente ipotizzabile è quella di un passaggio delle quote di maggioranza al supporter trust, anche se Becchetti aveva nelle scorse settimane fissato il prezzo a 4 milioni di sterline. L’intento è quello di recuperare quanto speso per l’acquisto, anche se in due anni la squadra è passata dalla League One alla Non League.

Nei giorni precedenti avevano fatto notizia le vicende del Charlton e del Coventry (anch’esso retrocesso, dalla League One alla Two) con i cortei dei tifosi.

Non tutti è oro, insomma, quel che luccica dietro la Premier League. I tifosi lo hanno imparato e si stanno ribellando, anche se non sembra arrestarsi l’afflusso di capitali nel calcio inglese, spesso – per non dire “quasi sempre” – di provenienza straniera.

Capitali che in caso di successo portano a risultati importanti, ma che spesso alla luce dei risultati sul campo, non danno quanto sperato aprendo uno scontro tifosi – proprietà che è anche culturale e gestionale prima ancora che incentrato sui risultati sportivi.

Anche perchè spesso le prese di posizione arrivano dai “supporter trust” che sono organismi gestiti in punta di diritto dai tifosi-soci del club, un piano di confronto decisamente diverso rispetto a quello che si tiene altrove con il tifo organizzato.

In queste ore sono numerosi i club in trattativa.

Il Portsmouth ad esempio, dopo essere caduto dalla Premier League alla League Two in 4 anni è ora tornato in League One e valuta l’offerta avanzata dall’ex CEO di Disney, Michael Eisner, che si è detto pronto a comprare il club per 5,7 milioni di sterline ed un capitale da investire di altri 10 milioni di sterline se l’accordo si realizzerà.

Occhi cinesi, invece, sul Brentford. Il club gestito da Matthew Benham (che detiene anche la maggioranza del Midtylland in Danimarca) ha recentemente fatto registrare perdite per 7,5 milioni di sterline. Il proprietario negli ultimi anni ha garantito 15 milioni di sterline all’anno, ma potrebbe aver bisogno di un sostegno che potrebbe arrivare dal Gruppo Investor International guidato da Chien Lee, (ceo di NewCity Capital società di investimenti nel settore dell’ospitalità). Il quadro complessivo, quindi, porterebbe ad un gruppo vero e proprio con il club inglese, quello danese e anche il Nizza di cui GII detiene già l’80%. L’ipotesi più accreditata è quella di una partnership con quota di minoranza.

Il Coventry, di cui si è già detto, sarebbe invece nel mirino di un consorzio di imprenditori locali, su cui non è emerso molto altro. Questo nonostante Sisu Capital, la società di investimenti guidata dalla CEO Joy Victoria Seppala, non abbia mai manifestato l’intenzione di vendere, nonostante i pessimi risultati gestionali.

Ma il club potrebbe entrare in un ballottaggio con il Charlton Athletic perchè è entrato nel mirino di un gruppo australiano che si sarebbe detto interessato in prima istanza al club del The Valley.

Qui il contestatissimo proprietario belga irlandese Roland Duchatelet è disposto a prendere in considerazione le offerte.

Il consorzio era pronto a pagare 25 milioni di sterline, una somma notevole per la League One, ma ha avuto difficoltà a far crescere il denaro. Ora stanno si esaminando modi alternativi per garantire i fondi richiesti. Una storia abbastanza nota dalle nostre parti.

Offerta di acquisto anche per il Port Vale (società nota perchè il cantante Robbie Williams ne è tifoso) recentemente retrocesso in League Two e nel mirino della IT Synectics Solutions di Burslem, una società che ha un fatturato annuo di 13 milioni di sterline e la sua sede si trova nei pressi di Vale Park.

L’offerta è per 1,25 milioni di sterline, ovvero l’importo che Norman Smurthwaite ha pagato per rilevare il club dall’amministrazione controllata nel 2012. Anche se sulle cifre non c’è chiarezza: il proprietario dice che erano almeno 3,7 milioni di sterline, vuole vendere, ma afferma che sono interessati anche due hedge funds dagli Stati Uniti.

Infine un salto in Premier League. Dove Desports, la società di marketing cinese che già ha rilevato il Granada dai Pozzo, sarebbe invece interessata al Crystal Palace, recentemente salvato da Big Sam Allardyce grazie ad una serie di risultati sorprendenti come le vittorie contro Arsenal e Chelsea, da quella che a gennaio sembrava una imminente retrocessione.

Desports – che in Cina detiene i diritti tv di Champions League e Europa League dal 2018 al 2021 – non ha ancora fatto un’offerta formale, ma gli intermediari che agiscono per conto di Jiang Lizhang hanno avvicinato David Blitzer e Josh Harris per l’acquisto della loro quota del 36% del club.

Lizhang li conosce grazie al suo coinvolgimento con la NBA: le Desports hanno una quota nei Timberwolves del Minnesota mentre gli americani hanno i Philadelphia 76ers.

Il presidente Steve Parish (che detiene il 18%) ha dichiarato di non voler vendere, ma di certo fondi aggiuntivi, soprattutto per modernizzare Selhurst Park, gli farebbero comodo.

 

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