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Il presidente della Uefa, Aleksander Ceferin (Insidefoto.com)

Non solo calcio, e non solo business. Il rispetto dei diritti umani entra nelle richieste Uefa ai paesi che si vorranno candidare alla organizzazione del campionato Europeo di calcio del 2024.

Al momento sono rimaste in corsa le candidature della Germania e della Turchia dopo il ritiro dei paesi scandinavi (Danimarca, Svezia, Norvegia e Finlandia) e delle altre ipotesi che erano state ventilate ovvero Olanda e la co-candidatura Estonia – Russia.

Per la prima volta l’Uefa ha aggiunto criteri specifici relativi alle misure per i diritti umani, che saranno incluse in tutte le competizioni nazionali e per club. Le due offerte dovranno inoltre soddisfare alcuni criteri di legalità anti corruzione.

I criteri per i diritti umani si basano sui principi guida delle Nazioni Unite sui diritti dell’uomo e dei diritti umani. Inoltre, l’Uefa ha lavorato a stretto contatto con l’ONG “Sport and Rights Alliance” sulle nuove condizioni.

“La protezione dei diritti umani e dei diritti del lavoro è di fondamentale importanza per l’Uefa”, ha dichiarato Aleksander Ceferin, presidente di Uefa. “Per noi era fondamentale introdurre articoli specifici sul rispetto e la tutela dei diritti umani nei requisiti di offerta per tutte le nostre competizioni”.

Lo stesso Ceferin ha confermato che sono Germania e Turchia ad essere rimaste in gara per oganizzare il torneo. Ora ci saranno due passaggi decisivi: tra un anno, ovvero entro il 27 aprile 2018, andranno presentati i dossier delle candiature, mentre a settembre 2018 l’Uefa deciderà quale nazione ospiterà il torneo che sarà nuovamente a 24 squadre come nell’ultima edizione.

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