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Discovery, la media company Usa che controlla Eurosport, visibile in Italia sulle piattaforme pay di Sky e di Mediaset, è intenzionata a non fare da comprimaria nelle prossime aste sui diritti tv della Champions League e della Serie A. Secondo quanto riportato in un articolo del Sole 24 Ore a firma del giornalista Andrea Biondi, Discovery che da marzo è guidato in Italia da Alessandro Araimo, con Marinella Soldi a capo dell’area Sud Europa, punterebbe a fare un salto di qualità, in un percorso comunque di costante crescita e allargamento del business in Italia.

Per questo Discovery starebbe guardando con molta attenzione ai bandi con cui saranno messi all’asta i diritti di trasmissione della Champions League e della Serie A per il triennio 2018-­2021.

Per la Champions i giochi entreranno nel vivo attorno a metà maggio, mentre per quanto riguarda la Serie A l’asta dovrebbe svolgersi a luglio, dopo l’approvazione da parte dell’Antitrust delle linee guida attualmente oggetto di consultazione pubblica presso l’authority.

Sui diritti del calcio Discovery – sottolinea Il Sole 24 Ore – sta parlando con tutti, sia con soggetti come Sky e Mediaset che hanno le piattaforme di distribuzione pay, sia con le compagnie di telecomunicazioni, che puntano a unire contenuti premium all’offerta dei servizi base di voce e connettività.

In questo senso, secondo il quotidiano economico, il gruppo Usa avrebbe intavolato discussioni con TIM (che sta ragionando sul tema anche con Mediaset) per verificare la possibilità di partecipare in modo congiunto alle prossime aste per i diritti di Champions e Serie A.

Nessun investimento folle sul calcio in arrivo però, nonostante la strategia di Discovery di espandersi ulteriormente sia in Italia sia in Europa.

Nel giugno 2015 Discovery ha acquisito in tutta Europa i diritti dei giochi olimpici per 4 edizioni (2018, 2020, 2022 e 2024) per una cifra di 1,3 miliardi di euro. Il 2018 sarà l’anno delle Olimpiadi invernali in Corea del Sud e a breve si saprà se per i diritti in chiaro (il Cio chiede 100 ore per le invernali e 200 per quelle estive) ci sarà il deal con la Rai per la sublicenza.

Discovery ha in Italia 7 canali free-to-­air, tra cui “Nove” (canale 9 del digitale terrestre acquisito dal Gruppo Espresso), dove per fare breccia tra il pubblico è arrivato un peso massimo come Maurizio Crozza. La pubblicità è intanto cresciuta nel 2016 del 13,4% (stima Nielsen). Se fosse questo il trend il fatturato 2016 andrebbe ben sopra i 220 milioni.

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