Slitta l'asta italiana per i diritti tv della Champions, la UEFA prende tempo

Slitta la gara per la cessione dei diritti televisivi delle competizioni UEFA nel mercato italiano. La federcalcio europea, come riporta l’agenzia Radiocor, ha aggiornato il calendario relativo alle prossime aste…

Superlega sanzioni UEFA

Slitta la gara per la cessione dei diritti televisivi delle competizioni UEFA nel mercato italiano. La federcalcio europea, come riporta l’agenzia Radiocor, ha aggiornato il calendario relativo alle prossime aste di assegnazione dei diritti tv 2018-2021 della Champions League, dell’Europa League e della Supercoppa Europea: ancora non compaiono i termini per la procedura per i diritti italiani che quindi entrerà nel vivo non prima di metà maggio.

Tra i mercati più attesi, e remunerativi per l’Uefa, dopo l’asta per la Germania, le cui offerte finali sono attese per il prossimo 3 aprile, è scattata oggi la gara per il mercato francese con l’invito ai potenziali pretendenti a presentare una offerta entro il 3 maggio. In corso anche le gare per i territori di Austria, Svizzera e Polonia. L’unica gara giunta ad assegnazione fino a questo momento è quella inglese, di gran lunga la più “ricca”, con BT che si aggiudicata entrambi i pacchetti (Champions e Supercoppa da una parte, Europa League dall’altra) per complessivi 1,18 miliardi di sterline.

Come ricorda la Uefa, i diritti offerti sono neutrali rispetto alla piattaforma di distribuzione cosi’ da consentire agli acquirenti uno sfruttamento su tv, internet e mobile e inoltre un utilizzo sia con programmi lineari sia on demand. Come saprete, per quanto riguarda il mercato italiano l’ultima gara aveva portato all’assegnazione a Mediaset Premium dei diritti della Champions League 2015-18 e della Supercoppa e a Sky quelli dell’Europa League.

Per il prossimo triennio c’è grande attesa per vedere come si muoveranno i broadcaster italiani e la Uefa potrebbe aver adottato una tattica attendista sperando che il tempo possa aiutare a schiarire uno scenario adesso complicato. Da parte di Mediaset è stato più volte spiegato come l’intenzione sia quella di avere un approccio opportunistico al pallone, senza fare spese folli. Sky, invece, potrebbe puntare sulla Champions per puntellare il proprio parco abbonati e magari potrebbe provarci in partnership con la Rai e cedere alla tv di Stato i match in chiaro.

Da ieri, però, è noto come anche Telecom sia decisamente interessata alle partite di calcio: Flavio Cattaneo, l’ad dell’incumbent, ha spiegato in commissione bilancio alla Camera di valutare con interesse accordi volti a conquistare i diritti televisivi sia della Serie A che della Champions League. Con chi potrebbe correre? Al momento sembrano essere due le carte sul tavolo: Discovery o proprio Mediaset. Ma il maggiore azionista di Tim è Vivendi, riusciranno i francesi a trattare con la famiglia Berlusconi senza troppi problemi?