I due club di Manchester hanno tra i quozienti più bassi nel rapporto tra ingaggi e ricavi: il 50 per cento al City e il 45 per cento lo United.

Lo ha documentato attraverso un tweet l’autore del blog Swiss Ramble che da sempre si occupa di sport business con particolare riferimento al calcio internazionale.

Il riferimento è alla stagione 2015-2016 (ultimi bilanci disponibili) ma evidenzia come dal punto di vista dei salari i due big spender della Premier League abbiano ancora capienza per eventuali investimenti.

Una situazione molto diversa, ad esempio, rispetto a quella che riguarda il Barcellona, che al contrario deve fare i conti col tetto UEFA.

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Solo tre club sono pari o inferiore al 50 per cento raccomandato da Deloitte: l’altra squadra è il Tottenham al 48 per cento.

All’altra estremità della scala sono stati relegati Aston Villa (85 per cento), Crystal Palace (79 per cento) e Stoke City (anche 79 per cento).

Interessante da questo punto di vista notare come i grandi club sono tendenzialmente più virtuosi rispetto ai piccoli.

Giusto anche sottolineare che nessun club è al di sopra del 100 per 100 di livello, cosa che è accaduta in passato.

Da ricordare infine che ai fini del Fair play finanziario dell’Uefa la soglia del 70% è quella che le squadre devono rispettare per poter essere ammesse alle Coppe Europee senza alcun tipo di sanzione.