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Il rigore del decisivo 2-1 in Juventus Milan (foto: Insidefoto.com)

Regia unica Serie A – Torna ad accendersi il dibattito attorno alla regia unica delle partite di Serie A (qui l’approfondimento di Calcio e Finanza in cui abbiamo spiegato come funziona la regia unica Serie A).

Secondo quanto riportato dall’edizione odierna di Repubblica, le emittenti che trasmettono in diretta le partite del campionato italiano sono convinte che prima del passaggio alla Lega la qualità per lo spettatore fosse molto più alta e vorrebbero tornare al passato.

Uno dei temi di discussione è quello dei replay. Troppo pochi, secondo Sky e Mediaset, quelli offerti dai registi della Lega calcio, coordinati da Popi Bonnici.

I casi, sottolinea ancora Repubblica, cominciano a essere parecchi: si va dalla famosa diretta di Juventus-Napoli, semifinale di Coppa Italia, nella quale, secondo i critici della regia unica, si sarebbe scelto di non mostrare con sufficiente chiarezza i replay decisivi, tra cui il fallo su Albiol, con conseguente sbilanciamento della telecronaca (Rai), e si arriva al dopo partita di Juventus-Milan quando le telecamere hanno preferito non soffermarsi sulle proteste dei rossoneri.

Che il tema sia tornato al centro del dibattito è emerso chiaramente qualche settimana fa durante Napoli-Genoa con il telecronista di Sky, Fabio Caressa, che in diretta si è lamentato chiedendo ironico se «serve fare una domanda in carta da bollo per ottenere un replay».

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La regia unica della Lega di Serie A in occasione del derby di Milano (foto: Calcio e Finanza)

«Se dovessi dare un voto al nostro operato – spiega Bonnici a Repubblica – sarebbe un 7. Anche 7,5. Quello dei replay non è un problema di scelta stilistica, ma solo gelosia. Non ho nulla contro i replay e li mando ogni volta che ne ho uno significativo. Spesso nei casi contestati i broadcaster avevano a disposizione le immagini. Perché non le hanno mandate loro?». (Qui l’intervista di Calcio e Finanza a Popi Bonnici sul tema della regia unica)

Bonnici e i suoi uomini, scrive ancora Repubblica, sono stati al centro di polemiche pesantissime. Alcune pregiudiziali (e per lo più non condivise nemmeno tra gli addetti ai lavori più critici): come quella di favorire la Juventus per esserne stato in passato consulente. Altre più circostanziate: come quella, appunto, di offrire pochi replay, non si sa se per scelta stilistica o per “non trasmettere contenuti negativi”.

Un’accusa che alla prova dei fatti non regge. Come spiegato su Calcio e Finanza lo scorso dicembre, oltre alle telecamere che rappresentano lo standard, i broadcaster possono integrare il segnale con camere personalizzate.

È il caso, ad esempio, di Mediaset Premium, che ha la possibilità in 248 match (che sono le 248 gare delle 8 squadre scelte da MP) di posizionare un numero illimitato di camere personali, mentre Sky ne può mettere solo due; nelle restanti 132 gare, che sono esclusiva della pay-tv satellitare, è Sky che invece può utilizzarne quante ne desidera.

Il tentativo di rimettere in discussione la scelta della regia unica sembra essere in atto. Ma la Lega e il suo advisor Infront, fa presente Repubblica, non ne vogliono sentir parlare: il prodotto va protetto e valorizzato, dicono, citando la F1 e la Fifa.

1 COMMENTO

  1. i registi non capiscono un cazzo di calcio, forse di moda o di gossip.
    chi si mette davanti alla tv per vedere una partita non gli frega di vedere 100 volte la faccia dell’allenatore, dei tifosi, di cosa fa la panchina, il pubblico, le bandiere, la luna, e tutto quello che non centra una mazza con quello che succede in campo!