fininvest bilancio 2016
Silvio Berlusconi (Insidefoto)

Il Milan si avvia a chiudere il bilancio 2016, quello che secondo le attese avrebbe dovuto essere l’ultimo sotto al gestione Fininvest, con una perdita vicina ai 75 milioni di euro, dopo quella di 89 milioni registrata nei conti del 2015. Lo riporta La Repubblica in un articolo a firma dei giornalisti Enrico Currò e Luca Pagni dedicato al rinvio del closing per la cessione del club al fondo Sino-Europe Sports Investment (SES).

Ma al di là dell’entità del rosso di bilancio dell’ultimo esercizio il tema sul quale tutti i quotidiani in edicola si interrogano è il futuro assetto proprietario della società di Via Aldo Rossi dopo che ieri è apparso chiara la difficoltà di SES di versare i 320 milioni che ancora mancavano dopo il pagamento dei 200 milioni di caparra entro venerdì 3 marzo.

Il principale problema, secondo Il Sole 24 Ore, sarebbe finanziario. Per arrivare ai 320 milioni pattuiti dal consorzio cinese capitanato da Yonghong Li, scrive il giornalista Carlo Festa, mancherebbero un centinaio di milioni, cui aggiungere altri 70 milioni di spese sostenute da Fininvest in questi mesi di interregno. Cui si aggiungono le garanzie sui 220 milioni debito in capo allo stesso Milan.

Li Yonghong, scrive la Gazzetta dello Sport, ha fatto sapere che due finanziatori del progetto si sono ritirati negli ultimi giorni e il resto è matematica: senza il loro contributo, alla cordata manca qualcosa più di 100 milioni.

Ora che succederà? Le ipotesi sul tavolo sono diverse.

Lo scenario più probabile, di cui abbiamo dato conto su Calcio e Finanza nella serata di ieri, è che Fininvest accetti un’ulteriore proroga di almeno un mese a fronte del versamento di una nuova caparra da 100 milioni. In questo modo la caparra nelle casse della holding della famiglia Berlusconi salirebbe a 300 milioni.

L’alternativa, secondo la Gazzetta dello Sport, è un «closing ridotto», proposto da Sino Europe e apparentemente rifiutato da Fininvest: SES, in questo caso, verserebbe solo la somma a sua disposizione e completerebbe il pagamento a marzo. Strada impraticabile.

In teoria, resta una terza via: Berlusconi potrebbe incassare i 200 milioni avuti fin qui, chiudere ogni rapporto con la cordata cinese e tenere il club. Anche questo, è improbabile: tutto fa pensare che il rinvio e la terza caparra saranno la soluzione dell’enigma.

Se così sarà andrà riscritto il contratto per il nuovo mese di interregno, con Adriano Galliani e Barbara Berlusconi amministratori delegati alle parti sportiva e commerciale, Marco Fassone rappresentante “cinese” con potere di veto e di controllo, Mirabelli direttore sportivo soltanto virtuale.

Il rischio è la paralisi, che dall’estate blocca ogni attività societaria fuori dall’ordinaria amministrazione. Sponsor e mercato resteranno congelati, anche se il procuratore Mino Raiola non pare propenso ad aspettare molto, per definire il nuovo contratto di Gigio Donnarumma.

 

LASCIA UNA RISPOSTA:

Please enter your comment!
Please enter your name here