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Diego Maradona ai tempi del primo scudetto del Napoli (foto: wikipedia)

Per andare a beccare l’unico precedente tra Real Madrid e Napoli bisogna fare un salto indietro a quasi 30 anni fa, quando la Champions si chiamava ancora Coppa dei Campioni e il 10 del Napoli era sulle spalle di Diego Armando Maradona. Finì 2 a 0 all’andata in Spagna e 1 a 1 il ritorno al San Paolo, due gare valevoli per il primo turno del torneo per club più celebre al mondo. Quella partita del settembre del 1987 fu ovviamente ampiamente seguita dalla stampa, anche perché l’andata a Madrid segnò un bel successo in termini di ascolti: 9 milioni 153mila spettatori incollati su Rai 1, con la tv di Stato che si aggiudicò l’audience settimanale addirittura battendo quel colosso chiamato Corrida che si fermò il sabato sera a poco più di sei milioni.

Il Real all’andata vinse due a zero grazie ai gol di Míchel su rigore e Miguel Tendillo; mentre la gara al San Paolo si concluse 1 a 1: Emilio Butragueño, oggi dirigente dei blancos, firmò il pareggio dopo un gol di Giovanni Francini. Il Napoli era allenato da Ottavio Bianchi ed era capitanato da Maradona che quella doppia sfida la giocò per 180 minuti.

Al ritorno le squadre scesero in campo in Italia e il Napoli ottenne, “oltre alle prebende pubblicitarie ed ai diritti radiotelevisi”, come scriveva il Sole 24 Ore, un ottimo incasso-record: 4,2 miliardi di lire, in virtù della “partecipazione di 82.251 spettatori paganti. Il prezzo medio dei biglietti venduti ha superato le 51mila lire“, riportava un articolo del quotidiano di Confindustria dell’epoca. Quanto varrebbe oggi? Si parla di 5 milioni di euro di incasso – euro più o euro meno – per una singola partita con prezzo medio dei biglietti a 60 euro, rivalutando tutti i prezzi al costo attuale della vita.

Sulle ali dell’entusiasmo per una partita che avrebbe visto affrontare la squadra che era-è-sarà il simbolo del calcio, i tifosi del Napoli in quella stagione riempirono le casse del club con risorse fresche a suo di abbonamenti: 64.413 ticket stagionali per un importo complessivo – scriveva sempre il Sole – di oltre 20.466 milioni di lire, ovvero 23 milioni di euro di oggi con una rivalutazione storica.

Ma quella squadra meritava il sostengo dei tifosi e le coccole del club. Per assicurare i piedi baciati da Dio di Maradona, il Napoli di Corrado Ferlaino aveva sottoscritto una polizza per i rischi di infortunio del calciatore argentino: “La copertura – scriveva il Sole in un articolo pubblicato a settembre ’87 – è stata stipulata dalla società partenopea con un pool di 19 compagnie di assicurazione, tra le quali l’Istituto italiano di previdenza nel ruolo di delegataria. Sono presenti nel pool anche alcune compagnie del gruppo Fondiaria (Italia, Lloyd Italico e Milano Assicurazioni), nonché la Meie Assicuratrice. Il Napoli calcio ha inoltre stipulato, sempre per il giocatore argentino, una polizza vita di cui non si conoscono i dettagli”.

 

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