Il presidente della Roma James Pallotta e l'ex ad giallorosso Umberto Gandini (Insidefoto.com)
Il presidente della Roma James Pallotta e l'ex ad giallorosso Umberto Gandini (Insidefoto.com)

La Roma non intende mollare niente. Anche se la Juve continua a viaggiare a velocita’ altissime, la formazione giallorossa non si arrende e continua a coltivare il sogno scudetto senza pero’ perdere di vista Coppa Italia ed Europa League, obiettivi alla portata dalla banda Spalletti.

Ospite di “Radio Anch’io Sport” su RadioUno, l’ad giallorosso Umberto Gandini guarda con fiducia a questa seconda parte di stagione. “La Roma sta molto bene e penso che questa rincorsa continua alla Juve che sta facendo risultati straordinari sia il motivo di questo campionato. Roma, Napoli e le altre squadre stanno cercando di colmare questo gap, siamo a -7 ma ancora mancano tante giornate e continuiamo fiduciosi per la nostra strada, che e’ il campionato ma anche le altre competizioni in cui siamo in corsa”.

Ma dovesse scegliere fra secondo posto, Coppa Italia ed Europa League, Gandini non avrebbe dubbi: “vincere l’Europa League e’ piu’ difficile di quanto si pensi, sarebbe tra l’altro la prima per le squadre italiane e anche una coppa europea che manca al palmares di questa societa’.

Spalletti prende tempo sul rinnovo legandolo ai risultati che otterra’ da qui fino a giugno. “Col mister il dialogo e’ costante e trasparente, ci vediamo spessissimo a Trigoria. L’interesse della societa’ e’ proseguire con Luciano il piu’ a lungo possibile, il suo e’ di vincere e fare risultati importanti e c’e’ identita’ di visione su questo. La societa’ rispetta la posizione di Spalletti, ci parleremo al momento opportuno e valuteremo insieme i presupposti per continuare insieme nel miglior modo possibile”.

Il tecnico, pero’, chiede una squadra che possa reggere il confronto con le grandi corazzate e non ceda i suoi pezzi migliori come accaduto in passato. “Le dinamiche della gestione di una societa’ di calcio di vertice sono legate a tantissimi fattori e va valutato il momento in cui fare certe scelte – commenta Gandini – Ma la squadra e’ competitiva e posso garantire che lo sara’ anche in futuro, abbiamo un’ossatura, una spina dorsale straordinaria con Szczesny, Fazio, Nainggolan e Dzeko e continueremo a lavorare su queste basi”.

A proposito del belga, hanno fatto discutere parecchio le sue affermazioni contro la Juve. “Ha espresso opinioni personali e in Italia il reato d’opinione non c’e’ piu’ da tempo. E lo ha fatto in una circostanza privata diventata pubblica in maniera inqualificabile ma e’ il rischio del mondo della comunicazione di oggi, dove tutti siamo diventati reporter”.

Per quanto riguarda Totti, “oggi e’ un giocatore della Roma, ha un contratto fino a giugno e tocchera’ a lui decidere quale sara’ il suo futuro. Ha gia’ un accordo in essere per entrare nei quadri dirigenziali e affronteremo la questione nel momento opportuno ma e’ impensabile un Totti fuori dalla Roma, e’ un’icona del calcio italiano e mondiale”.

“De Rossi? Anche lui e’ in conversazione con la societa’ ma Daniele ha un posto nella Roma”, aggiunge Gandini, pronto a scommettere anche su un futuro luminoso dei prodotti del vivaio (“abbiamo uno dei migliori settori giovanili d’Italia se non il migliore, il problema e’ che non abbiamo un campionato di passaggio se non quelli di serie B e Lega Pro in prestito”) e guarda con fiducia alla questione stadio.

“Siamo stati sempre ottimisti e continueremo a esserlo. Crediamo che il nostro progetto sia da guardare con grande attenzione e sono abbastanza sicuro che il dialogo continuo con l’amministrazione ci portera’ a una soluzione positiva. L’Italia – prosegue – e’ la nazione in Europa con gli stadi piu’ vecchi: il problema stadi e della frequentazione degli stadi, del riportare il pubblico allo stadio e’ l’argomento principale che il sistema calcio deve affrontare nei prossimi mesi – continua ai microfoni di ‘Radio Anch’io Sport’ su RadioUno – Tutte le grandi squadre europee stanno pensando a grandi progetti per lo stadio, anche Real e Barcellona stanno pensando a ristrutturare Bernabeu e Camp Nou, il City e’ cresciuto grazie all’impianto che hanno ristrutturato (che tuttavia non è di proprietà del club n.d.r.) e il Chelsea sta pensando di ampliare Stamford Bridge. Non e’ solo questione di ricavi ma di avere un sostegno continuo e una fruizione migliore del prodotto calcio, oggi allo stadio e’ quasi un sacrificio vedere la partita”.

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