Uno sponsor che non ti aspetti: Gian Piero Gasperini spinge sulla SuperLega europea, il campionato giocato tra i più forti club del Vecchio Continente che molte big vorrebbero organizzare. Nessun senso di onnipotenza: Gasperini vuole la SuperLega non perché sia convinto che la sua Atalanta dopo la stagione sorprendente possa aspirare a conquistarsi il suo posto tra i grandissimi d’Europa; ma semplicemente perché “così non ha senso”, dice in una intervista al Corriere della Sera.

Quando gli si chiede se 20 squadre in Serie A siano troppe, alla luce delle tre ultime della classe che di-fatto sono già retrocesse a gennaio, Gasperini rilancia: “Io vado oltre: bisognerebbe fare un campionato europeo tra le migliori di ogni Paese e le altre nei campionati nazionali. Così non ha più senso. La disparità economica è enorme, superiore al passato. Pensi un po’: Inter e Juve arrivano, ci tolgono i migliori e si sistemano, noi ci indeboliamo. Come competere? La prima che fa 100 punti e le ultime tre così in basso non sono un bene per nessuno”. Chi è pronto a dargli torto?

La riflessione di Gasperini è serena, pacifica, anche perché quest’anno lui e la sua squadra non hanno proprio nulla da rimproverarsi. Quella messa in campo, racconta, “è un’Atalanta molto legata al settore giovanile e al territorio, simbolo di una città e di una grande provincia. Hanno evocato l’Athletic Bilbao: ci può stare, anche se le istanze di base sono molto diverse”, dice riferendosi all’afflato politico del club basco.

Di giovani Gasperini ne ha lanciati, in carriera e quest’anno. Eppure, si preferiscono stranieri scarsi a giovani italiani bravi: “Interessi economici degli operatori. Si pensa solo al ‘mordi e fuggi’, non a costruire – denuncia il tecnico – I procuratori sono il cancro del calcio? Io so che sono i presidenti a comandare…“.  Meglio se italiani perché l’estero non lo tenta più, che sia l’Inghilterra o la ricca Cina: “Una volta avrei cambiato solo per la Premier League. Ma alla mia età non conta il denaro bensì la qualità di vita e del lavoro in campo, la cosa che amo di più”. Insomma, a Pechino ci vadano i giovani.

1 COMMENTO

  1. Una soluzione è:
    possibilità di tesserare solo 25 giocatori (nel conto anche quelli in prestito);
    se una squadra vuole tessere più di 25 giocatori deve pagare una multa, es. il 26 giocatore 1 milione di multa, il 27 giocatore 2 milioni di multa e cosi via a salire;
    i soldi delle multe vanno divisi tra le squadre del campionato che non hanno superato i 25 giocatori;
    i soldi delle multe possono essere reinvestite solo nell’acquisto di nuovi giocatori e di nuovi stipendi;
    se i soldi non sono spesi, ritornano alla lega.