Dopo che CF – calcioefinanza.it abbiamo parlato del rapporto tra Peter Kenyon, ex amministratore delegato di Manchester United e Chelsea, e l’Inter, o più precisamente alle attività sportive del gruppo Suning in Europa, è partita la caccia ai club finiti nel mirino degli industriali cinesi.

La Gazzetta dello sport aveva riportato a ottobre, nell’ambito del reportage dalla Cina, l’intenzione dei cinesi di creare una rete calcistica di società, con un forte interesse per il calcio belga e quello portoghese.

E lo stesso giornale rosa svela i nomi dei club. L’ingresso di Suning sarebbe imminente nel club portoghese del Gil Vicente, mentre in Belgio invece l’interesse sarebbe per il Mouscron.

Il Mouscron, o più precisamente il Royal Excel Mouscron, è un club belga fallito nel 2009 e rinato nel 2010 per effetto della fusione con un altro piccolo club locale. Attualmente è ultimo nel campionato belga. Il proprietario è un israeliano, Adar Zahavi, ma il club è presieduto da Edward Van Daele ed allenato da Mircea Rednic, tecnico romeno che vanta una lunga esperienza tra Belgio e Romania e da calciatore ebbe 83 presenze nella sua nazionale.

L’affare, riportano in Belgio, è in dirittura d’arrivo: la cifra messa sul piatto da Suning si aggira sugli 8/9 milioni di euro. La scelta sarebbe ricaduta proprio sul Belgio, secondo le indiscrezioni, grazie alla legislazione non particolarmente rigida per quanto riguarda i giocatori extracomunitari, che permetterebbe soprattutto di portare i talenti cinesi in Europa.

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Lo stadio di casa del Mouscron

Il Gil Vicente, invece, è un club portoghese di seconda divisione, attualmente a metà classifica (11esimo su 22), presieduto dal portoghese Antonio Fiuza da ormai 12 anni, che subentrò al suo predecessore di cui era vicepresidente in seguito ad un voto dei soci tipico delle realtà calcistiche iberiche.

Anche in questo caso, la trattativa procede, come spiegato dallo stesso Fiuza al quotidiano portoghese O Jogo: «Le trattative sono a buon punto. Stiamo negoziando e siamo sulla buona strada, ma ancora non abbiamo messo nero su bianco».

Difficile, tuttavia, parlare di modello Manchester City per investimenti di questo tipo. Mentre il City Football Group ha infatti investito in mercati totalmente diversi (Inghilterra, ovvero Europa, più Giappone, Australia e USA), la scelta di puntare su tre club europei cambia diametralmente la prospettiva.

Innanzitutto per le regole Uefa sulle proprietà dei club che dal 2000 proibiscono il controllo su due società ammesse nella stessa coppa europea.

Questo significa che Suning sta facendo shopping in Europa, ma allo stesso momento che gli investimenti maggiori dovrebbero essere orientati all’Inter mentre gli altri due club rimarrebbero satelliti strategici.

Del resto non sarebbe possibile farli competere tra di loro perchè portarli ad esempio tutti e tre in Champions League, od anche in Europa League in contemporanea, avrebbe ripercussioni disciplinari sulle proprietà.

Il che è anche allineato alla strategia cinese voluta dal piano quinquennale del governo comunista del Paese, che punta soprattutto a know how e settori giovanili in cui eventualmente mandare a crescere giocatori cinesi di buone prospettive.

 

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