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L'ex Presidente della Reggina Lillo Foti (Insidefoto.com)

Su conforme richiesta della Procura generale, la Corte di Cassazione ha disposto l’annullamento del sequestro preventivo adottato dalla Procura di Reggio Calabria e convalidato dal gip delle quote della Reggina Calcio e delle due società collegate, Amaranto Service e Ares, riconducibili all’ex presidente Lillo Foti, per mancanza di reato.

Il ricorso per conto dell’ex presidente Foti, alla guida della società calcistica per oltre 30 anni, era stato presentato dagli avvocati Giuseppe Panuccio e Carlo Morace del foro di Reggio Calabria.

Il sequestro era stato disposto nel maggio del 2016, pochi giorni prima dell’incontro in sede civile per il concordato fallimentare con cui Lillo Foti stava tentando di restare alla guida della società.

L’iniziativa della Procura della Repubblica vanificò, nei fatti, il tentativo di Foti, con la nomina di un curatore ed aprendo così la strada al fallimento della società.

La tesi dei difensori, invece, puntava sull’insussistenza dell’ipotesi accusatoria della Procura incentrata sulla diretta responsabilità di Lillo Foti nella qualità di amministratore della società, tesi rafforzata dall’inesistenza di qualsiasi tentativo da parte di Foti di distrarre a proprio favore beni della società.

La Cassazione, infatti, ha sottolineato “la mancanza del requisito soggettivo perché i fatti non sono contestati ad un imprenditore individuale ma ad organi rappresentativi di società di capitali”.

Da qui la restituzione delle quote societarie sequestrate a Foti, che rientra così nuovamente come interlocutore nel procedimento fallimentare in corso che interessa la società calcistica reggina.

Foti non ha inteso commentare la decisione della Cassazione, mentre i difensori dell’ex presidente della Reggina hanno parlato di “amara soddisfazione”.

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