Berlusconi apre a Sky: «Se lancia il calcio sul digitale terrestre potrebbe usare la piattaforma di Premium»

Il calcio è un asset fondamentale per chi ha l’intenzione di fare una pay tv “classica”, ma Mediaset Premium va da «un’altra parte» anche se non è detto “che non si…

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Il calcio è un asset fondamentale per chi ha l’intenzione di fare una pay tv “classica”, ma Mediaset Premium va da «un’altra parte» anche se non è detto “che non si riesca a prendere” i diritti sportivi del pallone. Lo ha spiegato Pier Silvio Berlusconi parlando con i giornalisti a Milano. “Il calcio – ha detto l’ad di Mediaset – continuerà ad essere fondamentale per chi fa una tv ‘pesante’, noi andiamo da un’altra parte. La pay-tv classica farà molta fatica nei prossimi anni”.

Il piano di sviluppo del gruppo al 2020, presentato a Londra nei giorni scorsi, prevede un forte ridimensionamento delle attività pay di Mediaset, ma soprattuto un approccio “opportunistico” con il calcio, con i diritti di Serie A e Champions League che saranno messi all’asta quest’anno. “Il nostro core business – ha sottolineato Berlusconi junior – è come una piramide: alla base ci sono le grandi platee gratuite, man mano si risale con il web e la punta è l’offerta di grandi contenuti a pagamento”.

“La nostra posizione sulla pay-tv in questo momento di mercato era chiara – ha ricordato l’ad del Biscione – noi avevamo venduto: oggi una Premium più snella e con un approccio più razionale al calcio segue la decisione di ciò che era già stato deciso lì”. La mancata chiusura dell’accordo di vendita siglato ad aprile scorso con la Vivendi di Vincent Bollorè, ha sottolineato Berlusconi, “se ne esce con vie legali”; anche perché il dietrofront dei francesi ha danneggiato la pay di casa: “Può darsi che fosse il ‘cavallo di Troia’ come dite è stato ipotizzato”, ha aggiunto l’ad, e anche per questo “nessuna negoziazione è in corso: Vivendi non ha solo rotto il contratto ma ci ha creato un danno enorme, un danno reputazionale per Premium, ma anche un danno economico enorme”.

Mano tesa a Sky su possibili partnership commerciali dal 2018

Se Sky volesse lanciare una offerta di calcio sul digitale terrestre dal 2018, potrebbe essere interessata alla piattaforma tecnologica di Premium. Lo ha detto Pier Silvio Berlusconi, amministratore delegato di Mediaset, rispondendo alle domande degli investitori nel corso della presentazione del piano di sviluppo al 2020 avvenuta questa mattina a Intesa Sanpaolo.

Berlusconi jr, secondo quanto riportato dall’agenzia Radiocor, ha invece escluso la possibilità di cedere o condividere con Sky le licenze (attualmente di Mediaset) della prossima Champions League 2017-18: sarebbe possibile solo se i diritti “ci venissero strapagati”, ha detto, precisando che probabilmente un investimento troppo elevato non sarebbe conveniente per la stessa Sky.

Per quanto riguarda le aste per le licenze di Serie A e della Champions League 2018-2021, che si terranno nel corso dell’anno, Berlusconi ha comunque sottolineato l’intenzione di Mediaset di parteciparvi ma con la consapevolezza che qualunque soggetto si aggiudicasse i diritti potrebbe voler approfittare della piattaforma di Premium utilizzandola per trasmettere i canali sportivi. Anche Sky? gli è stato chiesto. “Perche’ no?” e’ stata la risposta di Pier Silvio Berlusconi.

Nel caso in cui l’operatore satellitare pensasse al lancio di una offerta anche in digitale terrestre si potrebbe pensare a una partnership anche se – ha spiegato il manager – un limite a questa ipotesi può essere rappresentato dalle norme previste dalla Legge Melandri sulla concentrazione dei diritti a un unico soggetto.

Pier Silvio Berlusconi ha anche ipotizzato che Sky possa essere interessata a trasmettere sul satellite contenuti e canali di Premium. Allargando lo sguardo al perimetro di attivita’ di Cologno Monzese, Berlusconi ha poi aggiunto che resta sensato nel quadro di gruppo media come Mediaset un coinvolgimento di qualche tipo nella pay-tv anche se non nelle forme attuali.