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(Insidefoto.com)

Mediaset chiede all’Agcom di congelare la quota di Vivendi. Come riporta il Sole 24 Ore di oggi in un articolo a firma di Antonella Olivieri, poco prima di Natale, per l’esattezza il 20 dicembre, il gruppo del Biscione ha presentato un ricorso all’Authority delle Comunicazioni per denunciare la violazione del Testo unico dei servizi di media audiovisivi e radiofonici (Tusmar), richiesta protocollata il giorno successivo quando l’Agcom ha deciso di aprire un’istruttoria sul caso.

Nella delibera dell’Autorità del 21 dicembre si riassume la posizione esposta dalla società sotto attacco. Nella nota di Mediaset – si legge nel documento – «è stato segnalato che la società Vivendi, già titolare al 15 dicembre 2016 di una partecipazione significativa in Telecom Italia, pari al 23,9%, e tale da conferirle una posizione di controllo di fatto o comunque di “material influence” sulla stessa Telecom Italia, ha recentemente acquisito una partecipazione di minoranza in Mediaset, superiore al 20% del capitale sociale».

Tale partecipazione – sottolinea il testo della delibera – «non si qualifica secondo la società segnalante come mera partecipazione passiva, ma risponde a esplicite finalità strategiche di mercato, volte ad accrescere e consolidare la posizione del gruppo nei mercati italiani dei media e dei contenuti».

E ancora, Mediaset «rileva inoltre che, in ogni caso, le suddette partecipazioni, ai sensi dell’articolo 2359 del codice civile (società controllate/collegate, ndr), configurano un’ipotesi di collegamento rilevante ai fini del comma u, dell’articolo 43 del decreto legislativo 31 luglio 2005, n.177».

Il 2016 di Mediaset a Piazza Affari
Il 2016 di Mediaset a Piazza Affari

In questa prospettiva, prosegue la relazione, «poiché Telecom Italia consegue ricavi superiori al 40% dei ricavi riconducibili alle comunicazioni elettroniche e Mediaset consegue ricavi superiori al 10% del sistema integrato delle comunicazioni, attraverso partecipazioni azionarie si determinerebbe una violazione delle disposizioni vigenti poste a tutela del pluralismo, previste in particolare dal citato articolo 43, comma u».

Ma cosa dice il comma u dell’articolo 43 del Tusmar? Testualmente dice che «le imprese, anche attraverso società controllate o collegate, i cui ricavi nel settore delle comunicazioni elettroniche sono superiori al 40% dei ricavi complessivi in quel settore, non possono conseguire nel sistema integrato delle comunicazioni ricavi superiori al 10% del sistema medesimo».

In sostanza, dunque, Mediaset chiede all’Agcom di congelare la quota di Vivendi già nella posizione attuale di secondo azionista.

L’Agcom si riunirà, per la prima volta dopo le festività, a metà della settimana prossima e farà il punto della situazione con gli uffici competenti. Difficile che prenda provvedimenti definitivi già in questa occasione, dal momento che dall’apertura dell’istruttoria non è più cambiato il quadro, se non che Vivendi è salita ancora fino a sfiorare la soglia dell’Opa, con il 29,9% dei diritti di voto e il 28,8% del capitale complessivo di Mediaset.

In teoria, per l’adozione del provvedimento finale, l’Agcom avrebbe fino 120 giorni di tempo (prorogabile con atto motivato del Consiglio fino a un massimo di 60 giorni) dalla data di notifica dell’apertura dell’istruttoria, ma l’intenzione – a quanto risulta al Sole 24 Ore – è di procedere in tempi rapidi.