Argentina, solo il 21% del business del calcio va alle società

Il calcio argentino genera un business di circa 102.629 milioni di pesos (6.200 milioni di dollari), di cui solo il 21 per cento va alle associazioni sportive, secondo un’analisi…

AS Roma - Viktoria Plzen

Il calcio argentino genera un business di circa 102.629 milioni di pesos (6.200 milioni di dollari), di cui solo il 21 per cento va alle associazioni sportive, secondo un’analisi fatta dal ‘Centro Studi della Produttività Arklems+Land, diffuso ieri.

Il dato risulta abbastanza sbilanciato, soprattutto se si pensa che il calcio è ormai tra i maggiori settori industriali al mondo, ma deve costantemente fare i conti con i numerosi interessi che si intrecciano al suo interno e che non sempre sono finalizzati alla crescita del calcio stesso.

L’analisi arriva all’indomani della crisi profonda in cui quest’estate si è ritrovata la federazione argentina (AFA) a cui anche CF – calcioefinanza.it si è dedicata. In particolare per quanto riguarda l’indebitamento complessivo federale che tocca i 30 milioni di euro.

Il calcolo del business miliardario comprende club professionistici di calcio e i loro giocatori oltre ad altri enti amatori e settori correlati, come l’abbigliamento, il turismo, la pubblicità e i media.

I club ottengono circa il 31 per cento delle loro entrate attraverso le quote associative, gli abbonamenti e la vendita dei biglietti.

I trasferimenti dei calciatori possono rappresentare circa l’8 per cento, mentre le sponsorizzazioni raggiungono il 22 per cento.

Secondo la ricerca condotta da Arklems, i diritti tv rappresentano il 20 per cento del reddito delle società del calcioargentino, lontano dal 47 per cento del Brasile o la media del 36 per cento in Europa.