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Thomas Muller (insidefoto.com)

Annata da record dal punto di vista finanziario per il Bayern Monaco. Trainata da sponsorizzazioni e marketing, la società bavarese ha infatti chiuso il bilancio al 30 giugno 2016 con un utile di 33 milioni e ricavi a 628,8 milioni di euro (in aumento di oltre 100 milioni rispetto al 2015), numeri senza precedenti nei 115 anni storia del club tedesco.

“L’anno 2015/16 è stato fantastico per il Bayern, sia in termini sportivi, in cui abbiamo vinto il quarto campionato di fila, la Coppa di Germania e raggiunto la semifinale di Champions, che finanziari. I nostri soci, il personale e gli amici del club possono essere molto orgoglioso”, ha dichiarato il vice presidente dei bavaresi, Jan-Christian Dreesen. Nello specifico, i ricavi dalla parte sportiva hanno toccato quota  587,7 milioni di euro, superando per la prima volta i fatidici 500 milioni (485,6 nel 2015).

I proventi da sponsorizzazioni e marketing hanno raggiunto i 169,8 milioni di euro (113,9 nel 2015), mentre 108,2 milioni sono derivati dal merchandising, 34,8 milioni dal player trading e “solo” 83,4 milioni dai diritti tv. Considerando l’intero gruppo FC Bayern München AG (che comprende la società che controlla l’Allianz Arena e tutte le altre controllate), i ricavi si sono assestati come detto a 628,8 milioni di euro, facendo segnare un +20% rispetto ai 523 del bilancio 2015. Tra i costi, a fare la voce grossa è il costo del personale, che nel 2015/16 sono valsi 260,3 milioni di euro, rappresentando il 47,1% rispetto al fatturato (lieve aumento rispetto all’anno scorso).

Così il risultato operativo (Ebitda) è aumentato sensibilimente, passando dai 111,3 milioni del 2014/15 ai 142,5 milioni del 2015/16 (+28%). L’utile prima delle imposte è salito a 53,9 milioni (31,4 un anno fa), l’utile al netto delle imposte ha invece toccato quota 33 milioni, altro record per il club, con un miglioramento di circa 10 milioni rispetto al 2014/15 (23,8): si tratta del 24° anno consecutivo in cui il Bayern chiude il bilancio con un profitto. Un risultato talmente positivo che la società tedesca ha distribuito addirittura dividendi per circa 12 milioni (40 centesimi per azione).

1 COMMENTO

  1. La voce che mi lascia meravigliato nelle entrate del Bayern Monaco è quella che riguarda il merchandising,sono milanista ma credo che il confronto tra la mia squadra e quella tedesca riguardo alla vendita dei gadget legata alla squadra sia improponibile,facciamo la figura dei pezzenti.I tedeschi le maglie le comprano dai rivenditori autorizzati noi italiani invece da chi ce le propina per meno,siamo fatti cosi o ce ne facciamo una ragione oppure si cambia strategia di vendita.Noi italiani negli acquisti dobbiamo vederci un tornaconto personale e se vogliamo che si acquistino molte magliette ed altro legato alla squadra del cuore dobbiamo tenere conta di questa istanza.Le nostre grandi squadre devono entrare nell’idea che nella vendita di una maglietta il 50% lo incassi subito e la restante metà la fai confluire in una polizza a vincere che potrai incassare alla fine della stagione agonistica se vinci un qualsiasi trofeo o al limite di qualifichi per la Champions in prima battuta, se non dai al tifoso queste genere di soddisfazione l’incasso resterà a disposizione per la stagione successiva.Bisogna mettere il tifoso italiano di fronte a questa alternativa:compro la maglietta dal vù cumprà e alimento l’economia sommersa oppure compra la più cara maglietta ufficiale la quale però al vantaggio di essere una specie polizza che da una mano alla mia voglia di vedere la mia squadra del cuore vincere.Ma anche gli sponsor dovrebbero seguire la stessa politica pubblicitaria,quanta gente fa caso al fatto che l’Emirates sponsorizza il Milan, mettesse una taglia di dieci milioni sulla vittoria del Scudetto da parte del Vecchio Diavolo sarebbe sulla bocca di tutti indipendentemente che i rossoneri mettano in bacheca il Tricolore.Pagare per vincere deve essere la nuova strategia per rilanciare le finanze delle nostre squadre,il tifosi devono comprarsi le vittorie non aspettare che cadano dal cielo come accade adesso,la mentalità attuale del tifoso italiano forgiata dalla figura del presidente mecenate non funziona più,bisogna dargli gli strumenti che gli possano permettere di comprarsi le vittorie indipendentemente che ai vertici ci siano i Berlusconi,gli Agnelli,i cinesi.Nel poter essere nella condizione di determinare la spinta a vincere della squadra del cuore il tifoso passerebbe dall’attuale condizione di suddito ad essere cittadino del proprio tifo.