Il presidente della Liga Spagnola, Javier Tebas, è intervenuto ieri ad un convegno organizzato a Bergamo sul tema “Diritti audiovisivi in Europa, esperienze a confronto” ed ha voluto dare alcuni consigli al calcio italiano per la valorizzazione del proprio prodotto.

Tra qualche mese la Serie A (con l’ausilio di Infront Italia, l’advisor) sarà chiamata a rimettere in gara i diritti per il campionato dal 2018-2019 al 2021.

Un passaggio economicamente fondamentale per tutti i club, che non si può assolutamente sbagliare.

1. Troppo tempo intercorre dalla fine delle partite delle 15 al posticipo delle 20.45 (solo occasionalmente ci sono gare alle 18): nella Liga lo spezzatino è totale e le 10 gare hanno ognuna un loro slot autonomo.

2. Adattare gli orari ai mercati internazionali: in altre parole mixare gli orari buoni per quello asiatico (fino alle 15-16) e quello Americano (le 20.45, peraltro poco utilizzato in Premier).

3. Sfruttare il traino dei big match: Real e Barcellona vanno spesso alle 16.15 in modo da aver più spettatori sulla gara successiva (in tv) anche se non di prima fascia.

4. Se gli stadi non sono pieni far riempire le tribune al centro (la zona più inquadrata) per creare un effetto positivo. A tal proposito le squadre sono multate se non agiscono in questo modo. Inoltre, la cartellonistica pubblicitaria deve essere in tinta con la squadra di casa.

5. No al blocco televisivo delle 15 (alcuni, tra cui il direttore generale del Bologna, Claudio Fenucci, avevano avanzato questa idea). Troppo alto il rischio di stimolare la pirateria e lasciarle ampio margine.