Gianluigi Buffon (Insidefoto)

La FIGC vende più prodotti della Nazionale negli Stati Uniti d’America che in Italia. Per l’esattezza, il 22% del merchandising azzurro messo sul mercato dalla Federazione nel 2015 è sbarcato negli USA, il 18% è rimasto in Italia e il 9% è volato in Francia. Poi ci sono via via tutti gli altri paesi, più o meno affezionati all’azzurro: l’82% di tutti i prodotti FIGC-Puma sono acquistati all’estero, con gli Emirati Arabi, al 7%, che seguono USA e Francia come mercato estero più legato alla Nazionale italiana di calcio.

Alla voce “Ricavi commerciali, da pubblicità, sponsorizzazioni” nel 2015 la FIGC ha segnato 40 milioni di euro, ma ovviamente questa cifra comprende di tutto. Secondo quanto riportato al momento del rinnovo della sponsorship tra Puma e FIGC, l’accordo tra la società tedesca e il massimo organo del calcio italiano dovrebbe valere 20 milioni di euro l’anno. Una cifra tanto alta da rendere quella azzurra la sesta nazionale al mondo più sostenuta dal proprio sponsor tecnico.

Come spiega la Federazione nel Bilancio Integrato presentato oggi a Milano, oltre a fornire magliette&co ai calciatori, con il nuovo deal la Puma “ha rinnovato il diritto di Licenza Master in esclusiva per gestire attivamente l’intero portafoglio dei prodotti a marchio FIGC”. In più, vista la capacità del marchio sportivo tedesco di penetrare in mercati stranieri, è stato dato il via a “una serie di progetti per il rafforzamento commerciale su scala globale dell’immagine della Federazione”.

schermata-2016-11-15-a-14-18-33
Percentuali vendite nette dei prodotti FIGC-Puma – Fonte FIGC

Il dato sul merchandising complessivo degli azzurri è stato pubblicato nel Bilancio Integrato, ma già nel Report Calcio 2016 se ne parlava apertamente. In quell’occasione la Federazione aveva spiegato che cosa comprano i tifosi della Nazionale in tutto il mondo: se in Italia il 57% delle vendite è di kit sportivi Puma replica, negli Stati Uniti vincono gli “altri prodotti” ufficiali: 74% contro 26%. Solo nel Regno Unito, dove la Nazionale smercia il 6% dei propri prodotti, la divisa replica batte (alla grande) tutto il resto, con l’81% dei clienti azzurri brits che sceglie maglia e pantaloncini.