“I lavori procedono, e anche speditamente. Stiamo portando avanti il programma che ci eravamo prefissati” e l’Italia potrebbe essere pronta “anche dal prossimo campionato”. Lo ha detto il presidente dell’Aia, Marcello Nicchi, parlando della sperimentazione tecnologica, la cosiddetta Var (Video assistant referees), sperimentata ‘offline’ in questa stagione dalla Serie A. “Ogni domenica – dice il numero uno degli arbitri italiani a ‘La Politica nel Pallone’ su Gr Parlamento – in 2-3 stadi italiani stiamo facendo la sperimentazione off-line, domani sera a San Siro ci sarà la seconda sperimentazione internazionale con tutto lo staff della Fifa e della Uefa”.
Insomma, dopo il debutto a Bari in occasione della sfida tra gli azzurri e la Francia, “un’altra serata importante in cui l’Italia si erge a protagonista delle innovazioni”. In queste prime giornate di campionato, ammette Nicchi, “abbiamo dei casi in cui evidentemente la Var sarebbe potuta essere, se non risolutiva, di supporto. Sono meno di quattro i casi in cui gli arbitri avrebbero potuto ricorrere alla video-assistenza, però spero di portarla a compimento il prima possibile, anche perché per l’arbitro diventa uno stress psicologico: auspico si accorcino i tempi di applicazione e poi tra qualche anno potremmo aprire un protocollo per aggiungere altre casistiche”.
L’uomo simbolo delle giacchette nere italiane è convinto che la Serie A potrebbe essere pronta “anche dal prossimo campionato: quando ci prendiamo un impegno lo portiamo a compimento. Gli arbitri si sentiranno protetti da questo strumento – aggiunge – ma sarà sempre l’arbitro in campo a decidere”. Sulla Var, il giudizio dei fischietti “è abbastanza sereno:c’è curiosità e non preoccupazione. È qualcosa che aspettavamo, non guasta avere qualcosa che dia certezza in casi dubbi”.
Anche Nicola Rizzoli in passato aveva espresso parole dolci nei confronti della Var. “Non consideriamo in modo negativo l’introduzione della tecnologia”, aveva detto. “Non si tratta di una moviola in campo, ma di tecnologia che permetterà di riesaminare le varie situazioni e verificare la fattibilità e l’applicabilità della stessa senza stravolgere le dinamiche di gioco”. In questa prima fase sperimentale, infatti, la Var si è limitata a valutare offline i casi di gol-non gol, i rigori, le espulsioni, ma se Nicchi dovesse aver ragione presto si potrebbe partire con la versione online. Cioè sul serio.