naming rights nuovo stadio Tottenham
White Hart Lane, lo stadio del Tottenham (Foto: Insidefoto.com)

In attesa di poter giocare nel nuovo stadio, il Tottenham è alla ricerca di un possibile sponsor disposto ad assumere i naming rights del nuovo impianto. Una scelta fatta per ridurre l’impatto del’investimento, pari a ben 700 milioni di sterline, per le casse del club.

Secondo un’indiscrezione riportata nei giorni scorsi dal “Sun”, la scelta potrebbe ricadere su Uber, una delle aziende più importanti nell’ambito dei trasporti. L’accordo che potrebbe essere raggiunto tra il club londinese e la società sarebbe sulla base di 25 milioni di euro, per un periodo valido da sei a quindici anni.

I contatti tra il Tottenham e Uber sono comunque stati avviati già da qualche mese, a inizio luglio, nel primo periodo in cui il club ha manifestato l’intenzione di trovare un partner duraturo per il nuovo stadio che dovrebbe essere inaugurato a partire dalla stagione 2018-2019.

 

In attesa di poter sottoscrivere l’accordo, gli Spurs hanno già avviato trattative anche con altre imprese per cercare di valutare al meglio quale offerta possa essere ritenuta più allettante. Tra le realtà interessate ci sarebbe la Qatar Investment Authority (QIA), un fondo di investimento che aspira ad avere un ruolo importante nel mondo del calcio in vista dei Mondiali del 2022 che saranno disputati proprio in Qatar.

La cessione dei naming rights dello stadio non è però l’unico strumento a cui sta pensando il Tottenham per aumentare le entrate. Sin dal momento in cui è stato presentato il progetto, infatti, è stata indicata la volontà di ospitare nell’impianto anche le partite di NFL. Questo obiettivo potrà essere raggiunto attraverso l’introduzione di un campo a comparsa. A confermare il progetto è stato anche il presidente Daniel Levy: È eccitante l’idea di ospitare i due principali campionati nello stesso momento, anche a livello televisivo”.

L’obiettivo è di poter ospitare sul terreno di gioco due gare all’anno. Non si può nascondere però l’aspirazione di poter diventare la casa dell’NFL con sede a Londra nel caso in cui il campionato decidesse di lanciare una squadra del Regno Unito.

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