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La Roma vincitrice della Supercoppa Primavera TIM (Insidefoto.com)

Il settore giovanile come risorsa, almeno per ora. La Roma, fresca vincitrice della Supercoppa Italiana, si scopre nella top ten delle società che producono i migliori talenti a livello europeo, secondo i dati dell’Osservatorio svizzero CIES.

Sono infatti 24 i giocatori cresciuti nel vivaio giallorosso che militano in un club compreso tra le 31 prime divisioni professionistiche europee.

L’unica pecca, sono solo 3 i giocatori che i giallorossi hanno in prima squadra mentre sono ben 21 quelli distribuiti sul mercato.

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Un bel salto in avanti visto che la Roma lo scorso anno si trovava al 23esimo posto in coabitazione con Shalke 04 e Saint Etienne.

Va ricordato che “in” indica i giocatori attualmente in rosa, e “out” indica i giocatori che – secondo le definizioni UEFA – hanno passato almeno 3 anni tra i 15 e i 21 nel club e sono attualmente impegnati in una delle 31 leghe professionistiche di primo livello europeo.

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Nella classifica troviamo anche il Milan al 16esimo posto (con ben 7 giocatori del vivaio attualmente in rosa), mentre Atalanta e Inter sono al 25esimo posto.

I nerazzurri bergamaschi un anno fa erano 18esimi (6+12) e salgono di una unità pur perdendo terreno in classifica. I milanesi invece scendono dall’11esimo posto nonostante un incremento di 4 giocatori.

A livello europeo sale invece il Real Madrid che scalza il Barcellona dal primo posto. Le merengues lo scorso anno erano terze, i blaugrana ora scendono di un posto.

Interessante anche vedere a livello più ampio, uscendo dalla cerchia dei 5 campionati più importanti, quali sono le società che hanno prodotto più giovani diventati poi professionisti (in questo caso ci sono anche società non europee ma che hanno l’Europa come loro mercato di sbocco).

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Nella classifica assoluta si conferma il mito dell’Ajax, capace di piazzare 72 giocatori in giro per l’Europa di cui ben 9 in prima squadra e 63 ceduti.

Ma quel che più balza all’occhio è che nessuna società italiana – nemmeno la Roma, come si è visto prima tra le “nostre” – riesce ad entrare tra i primi 40 club al mondo.

Nonostante questo il ct dell’Under 21, Gigi Di Biagio, è ottimista.

“Sembra che le cose stiano cambiando rispetto ad altri anni – ha detto a Radio Anch’io Sport su Radiouno -. Tanti dei nostri ragazzi ora giocano in serie A mentre prima pescavamo di piu’ in B. Ci sono squadre come Milan, Atalanta, Bologna, Sassuolo e Torino che ci stanno dando una grande mano”.

Una considerazione finale va aggiunta ai dati qui esposti.

Che importanza ricopre questa classifica?

L’impressione è che i dati debbano essere interpretati più come un giudizio sulla capacità del club di formare e di trovare una collocazione professionale di primo livello ai giocatori che vengono formati nelle varie cantere.

Ovviamente, questa capacità, unita alla bontà di quanto “esportato”, dà al club anche un certo prestigio ed una certa riconoscibilità che può tradursi naturalmente in occasioni di mercato oltre che – in parte – di redditività.

Si prenda l’esempio del Barcellona. L’aver creato una certa immagine della cantera ha permesso di vendere numerosi giocatori, che non sono diventati Messi, Iniesta e Xavi, ma che spesso sono stati ceduti e valorizzati anche solo per il fatto che venivano da Barcellona.

Non si tratta di un giudizio “di qualità” (anche se i primi posti a Real Madrid e Barcellona in qualche modo ne sembrano svelare uno) ma più che altro di una misura di quanto effettivamente i club riescono a far rendere il loro lavoro nel settore giovanile, che in definitiva dev’essere finalizzato, oltre che alla prosperità del club, anche alla capacità di garantire un futuro nel calcio professionistico ai propri calciatori.

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