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I tifosi del Bologna durante una gara al Dall'Ara (Foto: Insidefoto.com)

Per la realizzazione del nuovo stadio Dall’Ara di Bologna il problema centrale sono ora le “compensazioni”, ovvero le aree ex militari o ex ferroviarie da valorizzare e rigenerare già inserite nel Poc, auspicando un accordo fra chi le gestisce e il club rossoblù, senza consumo ulteriore di terreno.

Non si potrà trattare di terreni agricoli o aree non edificabili o vincolate, come scrive oggi Il Corriere della Sera nell’edizione di Bologna, a cui il Sindaco Virginio Merola ha dichiarato: “stiamo lavorando sull’ipotesi di coinvolgere imprenditori privati sulle aree già cementificate. Imprenditori locali, di tutto il mondo, non abbiamo preclusioni”.

Gli obiettivi: il Bologna vuole il suo stadio mentre il Comune vuole qualcuno che riqualifichi l’impianto e rigeneri il territorio.

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Le aree che potrebbero compensare l’investimento sul Dall’Ara nella grafica centimetri per il Corriere della sera di Bologna

Si tratta di una operazione da 20 milioni, a cui vanno aggiunti 60 milioni di euro per il restyling dello stadio.

Il problema centrale è stato chiaramente indicato dall’ad Claudio Fenucci: “se non troviamo delle modalità per generare reddito sarà difficile andare avanti, perché mancherebbe il presupposto economico-finanziario”.

Nel frattempo è stato annunciato uno studio di Nomisma sul valore dell’operazione. Una analisi (condotta dall’economista Lua Dondi) che fa emergere un problema: i prezzi con cui sono state acquisite le aree sarebbero stati altissimi e ciò impedisce di fatto qualsiasi valorizzazione, il tutto senza certezze sul successo economico finale: «Una cosa – sono le parole di Dondi al Corriere – è farlo vicino allo stadio, altro in una zona a 5 chilometri di distanza».

 

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