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Silvio Berlusconi (Insidefoto)

La Banca centrale europea si è opposta al fatto che Fininvest sia rientrata in pieno possesso della quota del 30% circa in Banca Mediolanum, partecipazione che era stata “congelata” da Banca d’Italia due anni fa a seguito della perdita dei requisiti di onorabilità di Silvio Berlusconi per la condanna definitiva per frode fiscale.

Fininvest ha fatto sapere con una nota che la Bce, a seguito di un procedimento amministrativo istruito da Banca d’Italia, ha comunicato la propria decisione di opporsi a quella che definisce l’acquisizione da parte della stessa Fininvest di una partecipazione qualificata in Banca Mediolanum spa.

La decisione segue l’esame da parte di Bce dell’operazione di fusione tra Mediolanum e Banca Mediolanum. Inizialmente Banca d’Italia, a seguito della condanna definitiva di Silvio Berlusconi nell’estate 2013 per frode fiscale nel processo sui diritti tv Mediaset, aveva imposto a Fininvest l’alienazione della quota eccedente il 9,9% ma nella scorsa primavera dopo un lungo iter il Consiglio di Stato aveva accettato il ricorso della holding permettendo alla stessa di non vendere il pacchetto azionario.

Mediolanum, Abu Dhabi, Milan

Fininvest, nella nota odierna, “contesta in radice il fondamento giuridico di questa decisione, nonché la legittimità degli atti del procedimento che ad una tale decisione hanno condotto”.

Convinta della validità delle proprie ragioni, che hanno già trovato pieno riconoscimento da parte del Consiglio di Stato, la società presieduta da Marina Berlusconi “tutelerà con la massima energia e determinazione i propri diritti ed interessi, agendo in tutte le sedi previste dalla normativa sia a livello nazionale che europeo”.

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