bilancio figc 2016
(Insidefoto)

“Nessuno sponsor sulla maglia azzurra”. Dopo la polemica scoppiata per la sponsorizzazione della nazionale italiana di calcio da parte di Intralot, la Figc ha precisato all’agenzia Ansa che in nessun caso il logo del provider di scommesse apparirà sulla maglia azzurra.

“E’ bene chiarire”, fanno sapere all’Ansa da via Allegri, “che accordi di questo tipo non prevedono alcun logo sulla maglia, che rimane del tutto pulita (come da regole Fifa), e neppure sulle tute. L’immagine che si vede in giro è solo una photo opportunity, un dono di tipo personale come quelli fatti tante volte a sponsor, politici, appassionati e giornalisti”.

La notizia dell’accordo tra Intralot e la Figc aveva suscitato non poche polemiche anche nel mondo politico. I senatori del Partito Democratico, Franco Mirabelli e Stefano Vaccari, hanno bollato come “inaccettabile” l’accostamento del marchio di un’azienda di scommesse sportive alla maglia azzurra della nazionale.

Mirabelli parlando con Calcio e Finanza annuncia la volontà di presentare “un’interrogazione parlamentare la prossima settimana”, dice. 

Questo perché, come avevano entrambi spiegato in una nota, “la Federazione italiana gioco calcio ha diffuso la notizia che Intralot, il network multinazionale di scommesse e giochi online, sarà niente meno che Premium Sponsor delle nostre Nazionali di calcio. Si tratta di un accordo inaccettabile e per questo chiediamo alla FIGC di ripensare questa scelta scellerata e di fare dietrofront”.

“In conferenza stampa – spiegano i senatori dem – il direttore generale della FIGC Michele Uva ha motivato la decisione con l’affinità di valori con Intralot, sottolineando l’intenzione di creare un percorso socio-educativo per combattere la ludopatia. Dal nostro punto di vista, è come allearsi con il lupo per educarlo a non mangiare Cappuccetto Rosso. Intralot è una multinazionale di scommesse non solo calcistiche e giochi anche d’azzardo online, ha come obiettivo quello di accrescere il numero dei giocatori e il giro di tutti i giochi che fornisce”.

I due politici sostengono che la scelta annunciata ieri dalla FIGC, “se pure affiancata in teoria da campagne contro la ludopatia, non è compatibile con la battaglia contro il gioco d’azzardo illegale, il contenimento del gioco d’azzardo legale, il contrasto delle dipendenze che lo Stato persegue. Inoltre la scelta, vista la penetrazione mediatica della nostra nazionale di calcio, è in evidente contraddizione con la proibizione della pubblicità sui giochi in tv. Le nostre Nazionali di calcio rappresentano valori di tutt’altro tenore e per questo FIGC – concludono i senatori dem – deve al più presto tornare sui propri passi”.

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