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In attesa di un incontro tra Silvio Berlusconi e Rupert Murdoch le diplomazie di Sky e Mediaset si sono riavvicinate per parlare di un possibile accordo.

Il faccia a faccia non dovrebbe arrivare in questi giorni a New York, dove si trova Berlusconi, ma non Murdoch, come rivela oggi il Corriere della sera.

Come detto sono in moto le diplomazie che si sono riattivate a luglio dopo il voltafaccia di Vivendi.

Cosa cambia rispetto al passato?

Innanzitutto Vivendi (parole del ceo Arnaud de Puyfontaine) è ancora nella partita.

La società francese guidata da Vincent Bolloré aveva tempo fino al 30 settembre per dare esecuzione agli accordi, anche se la data non viene considerata vincolante.

Ora che il termine è scaduto a Cologno si sentono tuttavia più liberi. Non del tutto, visto che comunque il contratto con Vivendi resta in piedi, ma questo non sta vietando agli uomini di Mediaset di esplorare nuove strade.

Dopo i contatti tra i legali dovrebbe avvenire quello tra le strutture tecniche, che due anni fa arrivarono ad un nulla di fatto: Sky aveva valutato Premium 600 milioni, contro il miliardo circa di Mediaset.

Adesso, a sentire chi lavora sul dossier, le distanze potrebbero accorciarsi. Ci sarebbe la disponibilità a trattare un possibile accordo senza porre pregiudiziali sul prezzo.

Mediaset è sicura di vincere un eventuale battaglia legale con Vivendi, che potrebbe portare nelle casse di Cologno fino a 2 miliardi di euro di danni.

Se arrivasse un cenno da Murdoch la strada sarebbe spianata. E anche se non è questo il motivo principale del viaggio a New York di Berlusconi, certamente è un motivo in più per cercare di sistemare definitivamente una partita che ha dato non pochi grattacapi a Cologno