“Nella storia della Juventus c’e’ il fatto che quando partecipa ad una competizione, lo fa per vincere. E’ scontato dunque essere considerati tra i favoriti”. Cosi’ il direttore generale ed amministratore delegato della Juventus – Beppe Marotta – ai microfoni di ‘Radio Anch’io lo Sport’ su Radiouno, parlando dei campioni d’Italia, gia’ a +4 dal Napoli dopo la vittoria di ieri a Empoli.

“Il nostro punto di forza da sempre e’ la difesa – spiega l’ad bianconero – e il fatto che abbiamo subito solo quattro gol dimostra la nostra solidita’ difensiva. Le basi di una squadra vincente partono da dietro, perche’ avere una retroguardia solida da’ la possibilita’ al centrocampo di lavorare meglio”.

L’obiettivo numero uno della Juve in questa stagione sembra essere la Champions League: “Dobbiamo sempre dare il massimo, siamo riusciti a migliorare la nostra qualita’ e il nostro valore. Al di la’ della conferma degli aspetti sportivi, siamo cresciuti anche patrimonialmente e finanziariamente, passando da 153 a 341 milioni di ricavi ed aumentando cosi’ il potere di fuoco e gli investimenti piu’ dispendiosi. E abbiamo aumentato il livello qualitativo del gruppo, alzando l’asticella. Cerchiamo di ottenere il massimo, pero’ tutto avviene in un recinto verde e il giudizio del campo e’ quello che conta”.

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Beppe Marotta

Della Juve, quello che sorprende sempre e’ la solidita’, innanzitutto mentale: “E’ la forza inculcata ai giocatori dalla societa’ e dall’allenatore. Abbiamo giocatori temprati, un mix tra giovani ed esperti e questo permette di mantenere un livello alto e l’inserimento di nuovi elementi”.

Considerato Allegri un allenatore “moderno” perche’ capace “di gestire un gruppo come il nostro”, Marotta ricorda che la Juve ha in rosa ben 24 nazionali e chiede a Mandzukic, chiuso al momento da Higuain, di avere “pazienza e attaccamento alla maglia e non considerarsi escluso quando il tecnico non lo impiega”.

Marotta, che assicura come il rientro di Marchisio dopo il lungo stop sia ormai prossimo, si schiera con la Figc di Tavecchio in tema di riforma dei campionati: “La Serie A andrebbe portata a 18 squadre perche’ la compressione delle diverse nazionali e’ notevole e alcuni nostri giocatori nella passata stagione hanno disputato 55 partite. In ottica internazionale, il calcio non deve essere considerato solo un fenomeno sportivo ma un business. Se non possiamo garantirlo in Italia, dobbiamo guardarci attorno”.

Infine, una battuta sulla cosiddetta moviola in campo: “Ben venga la tecnologia, ma se utilizzata per determinati obiettivi: fuorigioco, gol non gol sostituzione di persona. Non si deve pero’ togliere soggettivita’ e discrezionalita’ dell’arbitro, altrimenti verrebbe meno l’essenza del calcio”. Capitolo mercato.

Brozovic e’ un giocatore dell’Inter e se lo possono tenere ben stretto, noi abbiamo altre mire. Il ritorno di Morata? E’ solo una suggestione. Il Real ed il ragazzo sono dei vincenti, il Madrid se lo terra’ stretto. Betancourt? E’ un giovane interessante da noi bloccato con una prelazione, da esercitare nel giro di qualche mese. Siamo propensi a farlo, si aggreghera’ a mesi con il gruppo”.

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Il portiere della Juventus Gigi Buffon (Foto: Insidefoto.com)

Marotta anticipa anche che Witsel a gennaio dovrebbe approdare alla corte di Allegri: “E’ in scadenza di contratto ed il giocatore rappresenta un profilo adatto per la nostra squadra.
Cercheremo a gennaio o nel corso della stagione di arrivare ad una conclusione”.

Detto che Pjaca, grazie soprattutto all’allenamento settimanale, sta crescendo a vista d’occhio, Marotta conclude parlando dell’erede di Buffon: “Lo stiamo cercando ma e’ un grandissimo problema sostituire il migliore portiere della storia del calcio mondiale. Cercheremo di individuare un profilo vicino al suo valore ma la sua volonta’ e’ di proseguire. Succede con Totti, per un portiere e’ ancora piu’ facile”.

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