I procuratori calcistici in Inghilterra hanno chiesto attraverso la loro associazione il ritorno di regolamentazione delle loro attività. Nonostante l’ironia della stampa che evidenzia come sia proprio la mancanza di regole a garantire l’attività degli agenti, la richiesta potrebbe avere ricadute non solo a livello inglese ma su tutto il calcio internazionale.

L’associazione degli agenti di calcio ha detto che la deregolamentazione ha creato un sistema “a manipolazioni e abusi” e per questo è stato chiesto alla Football Association di introdurre un sistema di licenze più rigoroso.

In Inghilterra in passato tutti gli agenti abilitati a rappresentare i giocatori dovevano sostenere un esame, ma nel 2015 la FA ha allargato alle regole FIFA, molto più ampie in questo senso. 

 

E’ opinione comune che ormai i club vengano gestiti con gli intermediari, che le scelte non vengano prese più sul campo ma a tavolino, da parte degli amministratori delegati molto più che dai manager o dai responsabili della parte tecnica del club.

La figura dell’agente, naturalmente, non gode di particolare popolarità. In primo luogo perchè l’opinione comune vede di cattivo occhio le commissioni che a loro vengono pagate (spesso molto alte).

Ma è fuori di dubbio che la figura dell’intermediario sia necessaria per operare in alcuni mercati per lo più sconosciuti. Gli agenti di calciatori, in fondo, sono come gli agenti immobiliari dei professionisti in grado di garantire le due parti sulla bontà e la liceità di un accordo. E difficilmente il loro ruolo può essere bypassato.

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