Archiviata ormai da qualche mese l’esperienza di Euro 2016, è già il momento di pensare alla prossima edizione della manifestazione in programma nel 2020. Proprio oggi a Londra si è tenuta la cerimonia organizzata dalla Uefa in cui è stato presentato il nuovo logo del torneo.

L’edizione del 2020 sarà particolarmente importante proprio perché si celebreranno i 60 anni dal primo torneo. Per festeggiare questo importante traguardo la competizione verrà ospitata da 13 città situate in tutto il Continente. Una scelta fatta per coinvolgere il più possibile i tifosi.

 

Queste sono le località coinvolte: Baku in Azerbaijan, Monaco di Baviera in Germania, Roma in Italia, San Pietroburgo in Russia, Bruxelles in Belgio, Copenaghen in Danimarca, Budapest in Ungheria, Amsterdam in Olanda, Dublino in Irlanda, Bucarest in Romania, Glasgow in Scozia, Bilbao in Spagna e Londra in Inghilterra. Ogni città ospitante avrà il suo logo. Su quello di Londra, il primo ad essere reso pubblico, campeggia il celebre Tower Bridge, mentre gli altri 12 verranno svelati uno alla volta in occasione di altrettanti eventi individuali.

Il logo di Londra per Euro 2016
Il logo di Londra per Euro 2016

Il fulcro dell’identità visuale è il ponte, un simbolo di unione semplice e universale. Ciascuno dei 13 loghi unici delle città ospitanti avrà come simbolo un ponte cittadino. Sul logo di Londra, svelato oggi, campeggia il celebre Tower Bridge, mentre gli altri 12 loghi verranno svelati uno alla volta in occasione di altrettanti eventi individuali.

Osservando meglio il logo di Euro 2020 si notano alcune similitudini con quello della precedente edizione della competizione. Al centro è infatti presente il trofeo disegnato da Henri Delaunay, con un ponte di colore verde a sorreggerlo. Sono inoltre presenti alcune sagome colorate, che stanno a indicare la capacità del torneo di collegare persone di cultura e origine diversa un modo piuttosto semplice.

In occasione della cerimonia ordierna che si è tenuta presso la London City Hall Alexander Ceferin, neo presidente della Uefa, ha sottolineato come l’Inghilterra possa essere considerata “la culla mitica del calcio”. Il dirigente si è detto inoltre felice della possibilità di poter organizzare un Europeo itinerante.

Previsto però un cambiamento della formula. Non ci saranno squadre qualificate di diritto: anche le Nazionali delle città ospitanti dovranno superare la fase a gironi di qualificazione, che inizierà nel settembre del 2019. Il format sarà lo stesso di Euro 2016: le qualificazioni mediante gironi stabiliranno 20 delle partecipanti, ovvero le prime due di ciascuno dei dieci gironi di qualificazione; a queste bisognerà aggiungere le altre quattro nazionali, che dovranno superare la nuova Uefa Nations League, con gli spareggi in programma nel marzo 2020, che sostituirà i playoff.

Le nazionali dei Paesi ospitanti che si qualificheranno per le fasi finali giocheranno due gare della fase a gironi in casa, ma tale garanzia non ci sarà per la fase a eliminazione diretta. In ognuno dei sei gironi potranno essere inserite un massimo di due nazionali dei Paesi ospitanti. L’inserimento delle nazionali dei Paesi ospitanti verrà effettuato anche tenendo conto delle distanze di viaggio.