A Crotone proseguono i lavori per l’ampliamento dello stadio Ezio Scida dove la formazione calabrese sogna di poter giocare al più presto la sua prima partita da squadra di Serie A. Non mancano però le problematiche. Come riporta “Il Corriere della Sera”, nfatti, i lavori vengono fatti sui resti dell’antica agorà dell’allora Kroton, uno dei centri più importanti della Magna Grecia.

Quando saranno erette le nuove tribune verranno così sepolti i resti dell’antica città. Il problema non è emerso però a sorpresa solo ora. Già nel 1978, infatti, gli archeologi avevano sancito in modo definitivo che lo stadio era stato costruito nel posto sbagliato. A conferma di questo, nel 1981 il vincolo di inedificabilità assoluta. Un passo che avrebbe dovuto spingere sia l’amministrazione cittadina sia la società stessa a decidere di realizzare un altro impianto in una zona differente.

Nonostante questo, una decisione in merito non è mai stata presa. Alla fine degli anni ’90, in concomitanza con la storica promozione del Crotone in Serie B, il problema è diventato però ancora più serio. In quel periodo, infatti, è stato realizzato l’adeguamento della Curva Nord dello Scida, un lavoro che ha portato via, letteralmente, un lembo dell’agorà. Solo a lavori ormai terminati la soprintendente dell’epoca si è accorta di quello che era accaduto, ma ha provato a giustificare i fatti parlando di una “situazione di emergenza”. Anche se la promozione in Serie B non rientra propriamente in questa categoria.

 

A distanza di tre lustri, a promozione in Serie A avvenuta, la situazione si ripresenta, ma con “l’aggravante” di non aver provato a cercare nemmeno una soluzione alternativa in questi anni. Fino a metà luglio,però, Salvatore Patamia, segretario regionale con l’interim in attesa della nomina del nuovo soprintendente unico creato dalla riforma Franceschini, si è sempre opposto all’ampliamento dell’impianto sottolineando l’esistenza di un vincolo archeologico.

Qualche settimana fa però la situazione è cambiata su spinta di Mario Pagano, il nuovo soprintendente. Nel giro di 24 ore dalla sua nomina viene così approvata la richiesta del Comune e della società calcistica di costruire, esattamente come 15 anni fa, delle strutture leggere, provvisorie e totalmente rimovibili. Un ulteriore assenso al progetto arriva anche da parte del sottosegretario ai Beni culturali, la crotonese Dorina Bianchi.

Quello che sorprende sono però i commenti di numerosi tifosi del Crotone sui social network che manifestano espressamente la propria opposizione contro chi ha sollevato il problema. Quasi tutti, infatti, sono più interessati ad avere un impianto all’altezza della massima serie, ma non a tutelare il patrimonio storico presente in città.