lega serie a elezione presidente rimandata
Maurizio Beretta (Insidefoto)

Il rischio di infiltrazioni criminali nelle curve è reale, ma per reagire il calcio italiano si sta dotando degli strumenti necessari. Lo ha detto Maurizio Beretta, presidente della Lega Serie A e vicepresidente vicario della Figc in una intervista a La Stampa.

Ciò che una volta era derubricato a “violenza negli stadi” oggi diventa “infiltrazione criminale”. Un diverso punto di vista su cui Beretta si confronta.

L’idea di Beretta è che serva “un impegno condiviso con forze dell’ordine e istituzioni. Le società hanno gli anticorpi per difendersi dal tentativo di limitare la loro autonomia”.

A proposito di cosa è stato fatto finora Beretta aggiunge: “Nel 2014 abbiamo denunciato le aggressioni di alcune tifoserie contro società. Chiediamo alle autorità di aiutarci a difendere l’autonomia dei club, punendo i colpevoli. Qui va superata la responsabilità oggettiva. La Federazione ha introdotto l’obbligo di dotarsi dello Slo (figura professionalizzata per i rapporti con le curve) senza cui non si ottiene l’iscrizione al campionato. Non è tutto ma serve a tenere aperto il dialogo tra società e tifosi, isolando le frange più violente. Abbiamo organizzato corsi di formazione per gli Slo. Sono pronte le linee guida. Manuale operativo per reagire a situazioni di rischio.

Un anno fa è stato modificato il codice di giustizia sportiva per introdurre misure più rigide nominate anche “norme anti gogna” come riportato anche da CF – calcioefinanza.it. Adesso c’è finalmente modo di sanzionare i comportamenti intimidatori delle tifoserie. Possono essere sanzionati, per esempio, i calciatori che sottostanno al ricatto delle curve che li obbligano consegnare le maglie agli ultrà. Gli Slo hanno una funzione ormai precisa e che sarà sempre più ampia proprio per arginare sconfinamenti e illecite ingerenze di settori violenti del tifo.

Beretta, infine, cerca la sponda delle istituzioni. “Serve – conclude – un raccordo sempre più stretto con le forze dell’ordine. L’azione condivisa tra istituzioni e club ha ridotto negli ultimi anni il numero di scontri all’interno dello stadio, quindi è doveroso seguire la stessa strada per respingere l’aggressione degli ultrà all’autonomia delle società”.