Ciclismo - Milano Sanremo 2016 (Insidefoto)

L’85esima edizione della Vuelta spagnola terminerà l’11 settembre a Madrid, ma questa edizione segna la fine di anni complicati, trascorsi tra austerità e lotta al doping. Come ha spiegato il ceo della corsa Javier Guillén, al vertice della Vuelta dal 2008, dal 2005 fino al suo arrivo “abbiamo avuto brutti anni”. Undici anni fa sono lontanissimi: all’epoca la società che organizza la Vuelta, Unipublic, fu acquistata da Antena 3 per 42 milioni di euro, ma l’affare non è mai decollato. Oggi i proprietari del giro spagnolo sono gli stessi del Tour de France, il top tra le classiche del ciclismo mondiale, entrati in società con il 49% nel 2008 per poi crescere negli anni.

Quando è stata conquistata la maggioranza “abbiamo deciso che il nostro motto sarebbe stato ‘la fantasia al potere nel viaggio, alla scoperta di luoghi sconosciuti'”, ha detto Guillén, come riporta il giornale spagnolo Expansion. Adesso l’obiettivo è migliorare il prodotto e renderlo più spagnolo: “L’Italia – sostiene Guillén – è orgogliosa del suo Giro e il Tour in Francia è un patrimonio nazionale. Dobbiamo migliorare la Vuelta in Spagna e dalla Spagna”, spiega.

Per farlo c’è bisogno di risorse, ovviamente. Quest’anno il budget a disposizione è di 15 milioni di euro, per tre settimane di corsa. A garantire gli incassi sono le entrate televisive, ma anche una sorta di gara all’interno della gara: quanto spendono le singole città per accaparrarsi una tappa della Vuelta, che valgono, dice Guillen, il 15% dei conti finali. Ad attirare la corsa è “l’esposizione mediatica garantita alle città che accolgono per ogni tappa le 3mila persone che fanno parte della carovana”.

La televisione, facile immaginare, avrà un impatto non banale. A trasmettere il giro spagnolo è praticamente da sempre – dal 1983 – RTVE, la televisione pubblica (ma senza canone) spagnola. Il canale si è asssicurato la trasmissione della Vuelta fino al 2020 e può contare nel periodo delle gare su un pubblico complessivo di 360 milioni di telespettatori, grazie anche a chi guarda la Vuelta dall’estero, in uno dei 190 paesi al mondo collegati in diretta.

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