Ripescaggi Lega Pro – Dopo la presentazione delle domande di ripescaggio per il prossimo campionato di Lega Pro, “andiamo verso un obiettivo che ci eravamo prefissi. Sono arrivate 16 domande per 11/12 posti, il che significa che abbiamo coperto” numericamente le esigenze per la disputa dei tornei, “almeno fino a questo momento, salvo verifiche e controlli da parte del Consiglio di Lega e dal massimo organismo di controllo della federazione che è la Covisoc. Ritorneremo al nostro organico di 60 squadre e quindi rimedieremo a quella violenza che avevamo subito nel campionato scorso. Ritorniamo al nostro vecchio format”.

E’ quanto affermato dal presidente della Lega Pro, Gabriele Gravina a margine della presentazione della collaborazione fra la stessa Lega Pro e la Nazionale attori guidata da Nando Orsi, avvenuta oggi a Firenze.

“Ho detto che dopo il collegio di garanzia mi toglierò qualche sassolino dalla scarpa perché quella frase è una mia reazione a chi in questi mesi in cui io parlavo di 60 squadre nella Lega Pro ha pensato di denigrare questo mio riposizionamento che non era una partita fra Gravina ed il format ma una partita legata a ripristinare un diritto sacrosanto della Lega Pro salvo a verificare, sempre attraverso un diritto sacrosanto, la capacità di sapersi autodeterminare sul suo format – ha aggiunto il presidente della Lega Pro – Qualcuno invece ha voluto leggere le mie parole in maniera sbagliata, qualcuno ha voluto leggerle in maniera artatamente diversa rispetto al senso vero che gli volevo dare”.

“Noi dobbiamo andare avanti sulle riforme solo che le sollecitazioni in merito il presidente Tavecchio non le deve fare alla Lega Pro o alla serie B ma le deve fare alla Serie A“, ha aggiunto Gravina. “Quando si parla di riforma non si può pensare che la Lega Pro dia continuamente la disponibilità a un progetto di riforma e questo progetto non ha nessun segnale di sostenibilità. Noi dobbiamo pensare alla riforma dei campionati legando e coniugando correttamente il principio della riforma, che è indispensabile, al principio della sostenibilità, che è altrettanto indispensabile”.

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