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Lo stadio Camp Nou di Barcellona (Insidefoto.com) Foto Luca Pagliaricci / Insidefoto

In attesa della ristrutturazione che porterà il Camp Nou a poter ospitare ben 105 mila spettatori, il celebre stadio di Barcellona sta per affrontare un altro cambiamento rilevante. Già a partire dalla prossima stagione, al via ufficialmente tra qualche settimana, infatti, il terreno di gioco subirà un cambiamento ispetto a quello degli anni passati.

Come indicato dal club attraverso il profilo Twitter e dal quotidiano spagnolo Sport, il prato sarà composto da un sistema ibrido, costituito da un campo in erba al 100% naturale. Questo porterà a un rafforzamento del prato, in cui saranno inseriti filamenti di fibre artificiali a 20 cm di profondità e 2 cm di distanza gli uni dagli altri

 

Il club blaugrana sembra credere fermamente nei vantaggi che questo tipo di terreno possa portare alle prestazioni della squadra. Anche il campo di allenamento situato nella Ciutat Esportiva “Joan Gamper”, intitolato recentemente all’ex allenatore Tito Vilanova,  assumerà le stesse sembianze del prato del Camp Nou.

La decisione di introdurre un terreno ibrido al Camp Nou non rappresenta comunque una novità assoluta per la formazione guidata da Luis Enrique. Nel corso dell’ultima stagione, infatti, la formazione catalana ha avuto modo di sperimentarlo su altri due campi della Ciutat Esportiva dove già era stato installato.

Ascoltando anche alcuni pareri di alcuni esperti del settore, il Barcellona ha così deciso di introdurre il terreno “ibrido” anche al Camp Nou. I vantaggi sono notevoli, a partire da un miglioramento nella trazione e nella stabilità, elementi fondamentali per le giocate tecniche per i fuoriclasse che vestono la maglia blaugrana.

Già da qualche giorno si è provveduto a smantellare il vecchio terreno di gioco del Camp Nou. Ora sarà il momento di inserire quello nuovo con zolle larghe 1,2 metri e spesse 3,5 cm, “legate” appunto da queste fibre sintetiche con un macchinario apposito. Il club blaugrana ha deciso di appoggiarsi alla Desso, società che si occuperà di rifornire il sistema ibrido e che ha già effettuato la stessa operazion in Premier League e in NFL, oltre che a San Siro.

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