Che si vinca o che si perda il periodo successivo a Europei o Mondiali è sempre turbolento per quanto riguarda la politica del calcio italiano. E anche la spedizione francese non fa eccezione. In Federcalcio è già partita la resa dei conti, il risultato dell’Italia in Francia spiega i suoi effetti sulle elezioni di gennaio 2017, com’era previsto. Ne scrive oggi il quotidiano La Repubblica.

L’ex presidente Giancarlo Abete non ha gradito le parole di Carlo Tavecchio che a Montpellier, tracciando il bilancio della spedizione, ha detto: «Bisogna ricordare da dove siamo partiti, tornare al giorno dell’eliminazione dal Mondiale. A Mangaratiba fu un disastro, ci trovammo di fronte all’assenza della Federcalcio, con una Nazionale smarrita e senza centro di comando. In due anni, abbiamo fatto ciò che non si era visto nei 20 precedenti».

Abete, vicepresidente Uefa, era a Parigi per Francia-Islanda: informato a caldo, ha subito chiamato Tavecchio per un chiarimento. Ma poi, ieri mattina, dopo una più attenta lettura dei giornali, lo ha richiamato furioso: e la telefonata ha avuto toni assai vivaci.

Tanto più il vicepresidente vicario di Abete era proprio Tavecchio, che ha provato inutilmente a precisargli il senso delle sue parole: federazione assente “dopo” il Mondiale, perché Abete e Albertini si erano dimessi. La verità è che sono lontani i giorni di agosto del 2014, quando il nuovo presidente, nel discorso di insediamento, non trattenne le lacrime nel ringraziare il suo predecessore, dopo avergli chiesto di ritirare le dimissioni. Adesso, fra loro, c’è il gelo.
Tavecchio sapeva di essere atteso al varco a quest’Europeo: il risultato minimo raggiunto e l’ottimo lavoro di Conte, da lui voluto a ogni costo (4,5 milioni netti a stagione) e difeso nelle polemiche con la Lega e nei giorni bui del processo di Cremona, hanno rafforzato la sua leadership in vista del voto.
Abete, interpellato da Repubblica, si limita a dire: «Non intendo alimentare in questo momento polemiche in pubblico. Ho letto attentamente le dichiarazioni di Tavecchio, a questo punto ne trarrò le conseguenze nei miei comportamenti presenti e futuri». Si preannuncia un nuovo aspro confronto nel consiglio federale del 19 luglio.
Anche Demetrio Albertini, ex n. 2 di Abete e candidato battuto da Tavecchio nel 2014, ha replicato con un tweet polemico, allegando una foto di Inghilterra-Italia del 2012: quarti di finale, l’Italia passò ai rigori, in tribuna anche Tavecchio: «Ordinario opportunismo, la memoria è corta».
Spiega Albertini: «Come si fa a dire che nel 2014 la Federazione era assente, se ha seguito tutte le indicazioni del ct? Non si può confondere il risultato sportivo con il giudizio sulla pianificazione. Quella è la stessa Federcalcio che era arrivata in finale nel 2012 e di cui Tavecchio era vicepresidente»