Il calcio a Barcellona ha un impatto economico sempre maggiore. Anzi, è il Futbol Club Barcellona ad avere un impatto sempre più importante sulla città catalana. È quanto emerge, infatti, da uno studio realizzato da Deloitte.
Secondo i dati il club catalano ha avuto un impatto positivo per 906 milioni di euro nella stagione 2014/15, con un aumento del 19,3% rispetto al 2013/14, quando la cifra si fermò a 759 milioni di euro. In percentuale rispetto al PIL, il Barcellona rappresenta ora l’1,5% della città: un dato anche questo in crescita, rispetto all’1,2% della scorsa stagione.
L’attività della società ha creato 16.620 posti di lavoro, 9% in più in un solo anno. “Il Barcellona crea un effetto moltiplicatore su PIL, occupazione e fiscalità”, ha spiegato Ana Aduenza, rappresentante di Deloitte. “Per ogni euro che spende, si produce un ritorno di 2,3 euro nel PIL – ha proseguito -. E se non esistesse, ci sarebbe il 18% di disoccupazione. Vista la sua importanza, il Barça può essere considerato un settore dell’economia della città”.
Il 6% dei turisti che visitano la capitale della Catalogna mette al primo posto il Barça come motivo del viaggio: tanto che ha generato 1,47 milioni di pernottamenti, cioè il 59% in più di quello che genera il segmento del turismo dei congressi, riunioni ed eventi. Inoltre, il 63% della spesa in città è legata al club, che inoltre genera un gettito fiscale da 242 milioni di euro, di cui l’81% pagato direttamente dalla società.
«Il club è un motore dell’economia della città, è un settore in sé – il commento di Susana Monje, vicepresidente del Barcellona -. Un motore che funziona bene e non è frutto del caso. Il Barça è un leader nel suo settore ed è sostenibile, genera profitti ricorrenti che vengono reinvestiti nel club».
[cf-perform-video]ebst0i670huo165k88izijkjt[/cf-perform-video]
Numeri che sono destinati a crescere, anche perché è stato già presentato il progetto del nuovo Camp Nou (dove intanto la media spettatori continua a crescere, 78.736 nel 2015/16): l’impianto diventerà di 105 mila posti, tutti coperti, rispetto agli attuali 99.350, e sarà pronto nel 2021.