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Video online mercato italiano Netflix Sky Mediaset. Il mercato del video online in Europa cresce e ad un ottimo ritmo. Ma la maggior parte di questa crescita, di qui al 2019, sarà appannaggio dei Big 3, ossia i tre maggiori mercati: Gran Bretagna, Germania e Francia. E la Gran Bretagna da sola pesa quanto gli altri due grandi paesi messi assieme.

E’ quanto emerge dalla analisi di Augusto Preta, direttore di It Media Consulting, che ha appena ultimato il rapporto “Video on Demand in Europe: 2016-2019. The future is (also) mobile”. Ne parla oggi Repubblica Affari e Finanza.

«In sostanza – dice Preta – l’intero comparto crescerà nei prossimi anni a doppia cifra. Ancora a fine periodo la crescita sarà del 14%, inferiore certo al 38% di quest’anno, ma ancora consistente. E soprattutto va rimarcato che il motore di questa crescita sono i servizi ad abbonamento fisso, come quello lanciato da Netflix appunto. Sono i servizi cosiddetti Svod, Subrscription Video on Demand, che quest’anno in Europa cresceranno del 62%».

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Per quanto riguarda lo sport, e in particolare il calcio. Due sono gli aspetti chiave:

– innanzitutto si tratta di un mercato meno legato all’on demand, perchè gli eventi vengono seguiti esclusivamente LIVE dagli utenti

– in secondo luogo fin qui online è andata di fatto la stessa riproposizione dei prodotti che già si vedono in tv. Non si è in altre parole sfruttata la possibilità di usare strumenti interattivi, altri canali o maggiore tecnologia per offrire online una esperienza più ricca. Basti pensare a tal proposito a quel che è successo (in Inghilterra) a BT Sport in occasione delle coppe europee, o alla stessa BBC in occasione delle gare degli europei (con la possibilità di seguire le gare dalla camera tattica vista dall’alto).

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Alcuni elementi che emergono in maniera chiara:

– il modello Netflix, quello appunto dell’abbonamento mensile fisso, sta diventando di gran lunga quello dominante, rispetto alla tipologia cosiddetta “transazionale” (il Tvod) in cui si paga volta per volta solo ciò che si sceglie di vedere, film, serie tv o eventi, sportivi o musicali

– a fine periodo, nel 2019, il Tvod varrà meno di un terzo di un mercato che sarà arrivato a 6,5 miliardi di euro complessivi di valore

– a quel punto i tre mercati complessivamente cresceranno infatti ancora del 15,1% contro il 12,4% del resto dell’Ue

– Netflix come sempre non rivela nemmeno la semplice differenziazione tra utenti Usa e resto del mondo: si sa solo che sono arrivati a 81 milioni

– il mercato italiano vale un terzo di quello inglese (che a sua volta conta 19 milioni di abbonati pay di cui 12 Sky)

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Nel frattempo si muovono i concorrenti: in Italia, per esempio, il mercato dello Svod è già abbastanza affollato.

Pur nell’assenza di dati ufficiali e omogenei quanto a misurazione, si parla per Infinity di Mediaset di 600 mila iscritti e 300 mila abbonati (gli iscritti sono quelli che non pagano un abbonamento flat ma comprano di volta in volta). Tim Vision, che ha di recente ampliato l’offerta con tipologie di abbonamento a 5 euro e anche meno, sui 400 mila. Skyonline sarebbe stimabile sui 150 mila. Ma per Sky, come anche per Netflix, vale la difficoltà di conteggiare gli abbonati al netto delle promozioni con un mese e più gratis.

Il tempo dovrebbe giocare a favore dei concorrenti europei. Il rallentamento ha per esempio aperto la strada alla nuova offerta targata Vivendi, con il progetto di una streaming tv on demand che metta in sinergia le forze di Canal Play in Francia, Watchever in Germania e Infintity in Italia, specie dopo che a settembre il gruppo francese sarà ufficialmente subentrato a Mediaset nella gestione dell’offerta pay: Premium e appunto Infinity.

La stessa Sky sta per arricchire la sua offerta online in concomitanza con il cambio di nome: a breve si chiamerà Now. La novità parte in Italia ma dovrebbe estendersi presto alla Germania. Ma forse la vera prova che Netflix non stia asfaltando la vecchia tv è nell’effervescenza dei tradizionali canali del digitale terrestre in chiaro: Discovery ha appena preso Crozza per il suo canale Nove, gli investimenti in contenuti pregiati di Sky per Tv8, l’ingresso recente di Viacom che affianca al tradizionale Mtv il nuovo Paramount Channel. Troppe novità per un settore in via di estinzione. Per lo meno non per ora.

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