E’ ormai passata una decina d’anni dalla presenza in Serie A del Treviso e questo ha inevitabilmente influito anche sullo stato dello stadio Tenni, attualmente terreno di gioco minore circondato da spalti semi chiusi e semi vuoti. Il destino della struttura è quindi tutto da scrivere, anche se ora il Comune sarebbe ora disposto a cederlo a costo zero a condizione di trovare una persona interessanta a rilanciarlo.

La situazione attuale è quindi più desolante che mai. E’ passato infatti ormai un anno e mezzo dal bando con cui il Comune della città veneta aveva cercato di affidare l’impianto a una società o a un privato che si dimostrasse in grado di riqualificarlo come si conviene a una struttura del genere. L’idea dell’amministrazione era quella di portare avanti un progetto che potesse interessare sia a società sportive sia a operatori economici in genere, ma il risultato era stato negativo.

A questo punto il Comune ci riprova. Come riporta La Tribuna di Treviso, è stato pubblicato un “avviso esplorativo”, ma con una proposta decisamente diversa rispetto a quella di qualche tempo fa. Questa volta, infatti, l’amministrazione non chiede più un affitto decennale da 1,3 milioni, come fatto in precedenza, ma una concessione gratuita «per un lasso di tempo proporzionalmente corrispondente al valore dell’intervento previsto».

Per quanto riguarda invece l’intervento da realizzare, Ca’ Sugana chiede infatti un piano di ammodernamento e manutenzione che faccia il pari con una proposta di gestione che preveda «il potenziamento della pratica sportiva e delle potenzialità ricettive della struttura con attività ludiche e ricreative» finalizzate all’aggregazione giovanile.

Diffiile quindi fare previsioni su quale possa essere l’esito del bando. Ormai da tempo, però, il Comune si chiede se valga davvero la pena mantenere lo stadio dov’è visto che qui si svolgono davvero pochi impegni. Questa decisione sembra essere però anche una risposta ufficiale alla chiamata fatta proprio pochi giorni fa dall’attuale dirigenza del Treviso Calcio che – in aria di cessione della società – ha messo chiaramente in evidenza al Comune come i costi della struttura (circa 60 mila euro l’anno) siano eccessivamente pesanti, minacciando anche la possibilità di trasferire la squadra altrove (si vociferava Silea). Il limite massimo per rispondere al bando è previsto per fine mese.