Milan offerta cinese – Questa potrebbe essere la volta buona per il passaggio del Milan nelle mani dei cinesi. Manca solo il via libera da parte del presidente rossonero Silvio Berlusconi, ma l’offerta da parte della cordata di imprenditori cinesi sarebbe ormai pronta e dovrebbe essere presentata all’ex premier nelle prossime ore.

Se per ora Fininvest non commenta le voci che darebbero Jack Ma, fondatore del gruppo di e-commere Alibaba, tra i partecipanti al consorzio pronto a rilevare la maggioranza del club rossonero, secondo quanto riportato dall’edizione online di Milano Finanza, il gruppo di investitori avrebbe già concluso la due diligence sui conti del Milan e si starebbe solo aspettando la formalizzazione della proposta per l’acquisto di un pacchetto del 70-80% della società di Via Aldo Rossi.

Milan offerta cinese – La valutazione del club rossonero

Ma quanto sono disposti a mettere sul piatto i cinesi? Secondo quanto indicato da MF, la base di partenza, nettamente inferiore a quella della trattativa mai decollata con Bee Taechaubol (valorizzava il 100% del Milan 1 miliardo), è rappresentata dai 500-550 milioni di valore dell’equity del club rossonero, che ha chiuso il 2015 con ricavi per 221 milioni e una perdita di 89 milioni. A questa cifra vanno sommati i 240 milioni di debiti (188 milioni solo nei confronti di banche e società di factoring), per una valutazione complessiva di 740-790 milioni.

Ma, secondo fonti di mercato vicine alla trattativa, il consorzio di imprenditori cinesi avrebbe già preso l’impegno di investire su base pluriennale la cifra di 300-400 milioni. Quindi, complessivamente la spesa potenziale per rilevare il controllo del Milan potrà raggiungere gli 1,2 miliardi.

Milan offerta cinese  – L’ultima parola spetta a Berlusconi

L’incognita resta quella legata ai tempi per il possibile closing. Se Silvio Berlusconi accetterà dal punto di vista economico l’offerta, compratori e advisor cercheranno di arrivare alla firma entro la data dell’avvio del calciomercato estivo per la stagione 2016-2017 (il campionato prenderà avvio il prossimo 21 agosto). E, quindi, presumibilmente la trattativa potrebbe positivamente concludersi a luglio.

E’ possibile che Fininvest resti inizialmente nel capitale con una quota di minoranza (20-30%), anche se l’intenzione della holding di Via Paleocapa è quello di uscire definitivamente dal business del calcio e non ripetere il caso Inter-Thohir-Moratti, con quest’ultimo ancora azionista al 29%. Per questa ragione gli accordi ancora in fase di definizione potrebbero prevedere più passaggi e step in termini di azionariato e controllo.

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