Rcs Sport Wanda Gazzetta dello Sport Giro d’Italia. I cinesi non mollano la presa. Dalian Wanda, la conglomerata che, tra le tante frecce nel suo arco, in Europa ha rilevato Infront (big dei diritti tv pagato 1 miliardo) e il 20% dell’Atletico Madrid e punta ancora a conquistare la gestione del Tour de France, continua il suo pressing con Rcs Mediagroup per acquisire o definire un accordo strategico relativo alla divisione Sport. Ne scrive oggi il quotidiano MilanoFinanza.

Da tempo il gruppo orientale fondato da Wang Jianlin ha messo nel mirino il ricco e redditizio business dell’organizzazione e gestione di eventi (ciclismo, maratone e altre gare). Al punto da aver già fatto un’offerta, si dice dell’importo di 150 milioni, respinta dall’ad Laura Cioli. Nonostante ciò Wanda non molla la presa, anzi sarebbe tornata alla carica proprio in queste ultime settimane, in concomitanza con il blitz della Cairo Communication che ha lanciato l’offerta di scambio sulle azioni Rcs.

E’ ipotizzabile che Dalian Wanda non voglia interferire con la mossa del gruppo di Urbano Cairo, che a sua volta potrebbe essere interessato a cedere a un partner del genere un’attività su cui non ha esperienza. A questo punto è plausibile che l’asset Gazzetta dello Sport resti fuori dal perimetro d’offerta dei cinesi, visto che i quotidiani, non solo il Corriere della Sera, sono il vero target dell’imprenditore piemontese, sulla cui ops ieri si è espresso il primo socio del gruppo di via Rizzoli, Diego Della Valle (7,32%), contrario alla proposta che sarà formalizzata entro luglio.

«Noi siamo compratori, non venditori. Urbano Cairo è un amico e ha fatto bene a provarci, è il suo mestiere, la sua non è un’operazione ostile. Lui fa l’editore di mestiere, si rimette in discussione, investe una parte del suo capitale e se ritiene giusto tentare questa operazione ha la mia comprensione. Vediamo cosa succede», ha spiegato mr Tod’s, aggiungendo che il valore dell’offerta carta contro carta potrebbe non essere «congruo».

 

Al momento sul mercato non si vedono piani alternativi a quelli di Cairo, visto che da De Agostini a Caltagirone Editore, dalla famiglia Rocca ad Andrea Bonomi, tutti si sono chiamati fuori e che le principali banche esposte con Rcs, ossia Intesa Sanpaolo e Ubi, si sono già schierate a favore dell’ops del proprietario di La7 e del Torino calcio.

L’unica opzione potrebbe essere l’integrazione con Il Sole24Ore. Analizzando poi le parole di Diego Della Valle, non va trascurato che la sua famiglia, in particolare il fratello Andrea, è titolare del 9,99% della Poligrafici Editoriale dei Monti Riffeser (quota rilevata proprio da Rcs). Un asse in questa direzione potrebbe avere senso per una eventuale contromossa, ma l’editore bolognese – il cui gruppo capitalizza solo 26 milioni rispetto ai 304 milioni di Rcs e i 391 milioni della Cairo Communication – al momento non è intenzionato a partecipare al risiko di settore in atto, né con Rcs né con Caltagirone.