Deloitte calano i profitti pre-tasse della Premier League e aumenta il monte stipendi: nella stagione 2014-2015 i profitti (“before taxes”) si attestano a circa 150 milioni di euro (120 in sterline), giù di oltre 87 milioni rispetto alla stagione precedente (nell’annata 2013-2014 furono 190 milioni di sterline in totale). Gli stipendi aumentano del 6% e toccano la cifra record di 2 miliardi di sterline (circa 2,5 in euro). È quanto emerge da uno studio di Deloitte sulle 20 squadre della Premier, ma non è (in assoluto) una brutta notizia: nonostante il calo, per la prima volta dal 1999 i top-club inglesi registrano per la seconda stagione consecutiva un profitto in aggregato. A spingere il risultato della Premier sono, secondo gli analisti del settore, i buoni ricavi dai diritti televisivi (che presto schizzeranno ancora più su).

Il calo dei profitti rispetto alla stagione-record 13-14 è del 37%, ma il risultato di 120 milioni di sterline raggiunto quest’anno ha il sapore della conferma. “Il problema della Premier League – ha spiegato Dan Jones, della Sports Business Group di Deloitte – era quello di convertire l’incredibile crescita dei ricavi in redditività”. Secondo l’analista, l’anno del record aveva rappresentato un buon punto di partenza e quella appena trascorsa sarebbe stata la stagione della consacrazione: “La sfida era continuare con questo successo finanziario e i club hanno raggiunto l’obiettivo in maniera impressionante, come dimostrano gli ultimi dati”.

Con l’aumento dei ricavi dai diritti televisivi per i prossimi anni, a partire dalla stagione 2016-2017, “ci sono tutte le ragioni per essere sicuri della redditività dei club della Premier”, secondo Jones. Il pacchetto diritti-tv per i prossimi anni, infatti, è stato venduto dalle top-20 inglesi per 5,2 miliardi di sterline (7 miliardi di euro), con un balzo del 70% rispetto a quanto riescano a ricavare oggi i club.

Analisi Deloitte sulle finanze delle squadre inglesi
Analisi Deloitte sulle finanze delle squadre inglesi

A rosicchiare i profitti rispetto all’annata-record, registra Deloitte nella sua analisi, c’è la crescita del monte stipendi per pagare i professionisti del campo: su del 6% nell’annata 2014-2015, sfiorando quota 2 miliardi di sterline (2,5 circa in euro). Questo nuovo record ha alzato il rapporto stipendi-fatturato al 60%, ma il ratio è pur sempre, secondo i calcoli di Deloitte, il secondo più basso negli ultimi dieci anni (nel 2013-2014 era al 58%).

Secondo la stessa analisi, inoltre, le 20 società della più importante serie britannica hanno raggiunto in aggregato un risultato operativo – che esclude il calciomercato e ammortamenti, ad esempio – di mezzo miliardo di sterline; questo è il secondo miglior risultato di sempre. In Inghilterra le squadre di calcio, ha sottolineato Adam Bull, senior consultant di Deloitte, “possono contare su ricavi maggiori rispetto alle altre squadre europee”, ma il loro merito nella crescita dei profitti è quello di essere stati pioneri nelle misure di contenimento costi: “I club che giocano in Premier League, così come quelli che hanno l’aspirazione di arrivarci, sono per questo particolarmente attraenti per gli investitori internazionali”, ha concluso Bull.

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