Per stasera è atteso il tanto annunciato accordo tra Mediaset e Vivendi. E si potranno capire meglio i contorni dell’alleanza tra Silvio Berlusconi e Vincent Bolloré. Ne scrive oggi, tra gli altri, il quotidiano La Repubblica.

La fuga di notizie iniziale si riferiva a una vendita secca di Mediaset Premium, la zavorra del Biscione, in cambio di contanti. E ciò aveva fatto salire non poco il titolo Mediaset in Borsa. Poi si è capito che i francesi non avevano interesse a strapagare Premium ma preferivano pagare in azioni e soprattutto entrare con una quota direttamente in Mediaset.

Quindi si è arrivati allo scambio azionario (3,5% a testa) e di governance attorno a cui far ruotare il passaggio di Premium a Vivendi e una alleanza più ampia di coproduzione di contenuti da veicolare anche su una piattaforma di tv on demand di nuova costituzione in grado di frenare l’espansione di Netflix nei paesi del sud Europa.

Quindi da una parte Mediaset ottiene l’indubbio risultato di disfarsi della patata bollente di Premium che per fare concorrenza a Sky rischiava di portare a fondo tutto il gruppo. E Pier Silvio Berlusconi entrerà a far parte del consiglio di Vivendi partecipando alle strategie di un gruppo internazionale da 25 miliardi di capitalizzazione.

Mentre Bolloré, dal canto suo, dovrà cercare delle sinergie tra Premium e Canal Plus, entrambe in perdita, per cercare di limitare i danni. E può dar vita a un progetto su scala internazionale vitale per non essere schiacciati dagli americani. Inoltre poi mette un piede direttamente in Mediaset dove gradualmente potrebbe costruire una posizione sempre più importante.

D’altronde non è la prima volta che il finanziere bretone usa la tecnica di partire dal basso in silenzio. L’aveva già fatto in Mediobanca, quando ereditò una piccola quota da Lazard, l’ha fatto in Telecom, prendendo l’8% da Telefonica e poi salendo al 24,9%. Per Berlusconi si tratterà solo di capire quando sarà arrivato il momento giusto per passare la mano: il compratore lo troverà già in casa.